Guerra razziale in Congo, i connazionali di Kienge si mangiano tra loro: torna il cannibalismo

Vox
Condividi!

Con il suo berretto verde militare, pantaloncini e calzini sporchi di fango, Michel Nganhi sembra più giovane dei suoi vent’anni. Si fa fatica a pensare che sia già padre di due bambini, un maschio di due anni e una femmina appena nata. Michel, insieme a sua moglie e ad altri 300mila sfollati, è in fuga dalla regione del Kivu, dove si sta consumando nella Repubblica democratica del Congo si è riaffacciata una pratica terribile, macabra, inumana, ma molto africana: il cannibalismo.

E’ l’eterna guerra razziale africana tra Hutu e Tutsi (noti in Italia come watussi) sostenuti dal Ruanda. Twa e Hutu, sono le tre razze africane presenti in Congo, Ruanda e Burundi nella regione africana dei Grandi Laghi.

Da sempre si odiano e da sempre si scannano. Letteralmente: milioni di morti a colpi di machete, ci vuole un certo impegno.

Di solito in Congo la maggioranza etnica locale era impegnata nel mangiare i pigmei:

Vox

Casa Kyenge: dove i congolesi mangiano i Pigmei

Documentarista assiste all’ennesimo episodio della guerra razziale tra Pigmei e Bantu – VIDEO




6 pensieri su “Guerra razziale in Congo, i connazionali di Kienge si mangiano tra loro: torna il cannibalismo”

  1. Dietro questi ribelli paramilitari ci sono grossi finanziatori desiderosi di mettere le mani su quelle terre ricche di risorse minerarie..
    non mi stupirei che dietro questi video strappalacrime ci siano gli stessi che spingono i ribelli.
    a farne le spese, sono solo la povera gente

    1. hanno gia preso tutto
      piu e’ basso il QI medio della popolazione,
      piu e’ facile depredarli

      Se in Padania fossero tutti leghisti,
      gli avrebbero gia tolto tutto
      e sarebbe una zona piu povera dell’africa.

  2. Il Congo e’ ricco di legno, rame, cobalto, coltan, diamanti, oro, zinco, uranio, stagno, argento, carbone, manganese, tungsteno, cadmio e petrolio..

    1. Visto quello che ci sono costati e ci costano, avremmo il diritto di prosciugare tutte quelle risorse naturali e lasciarli a mangiarsi tra loro.

I commenti sono chiusi.