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Qatar2022, 11 samurai giapponesi battono la Germania multietnica e gay

Vox
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Neur la prossima volta indossi una bella parrucca arcobaleno invece della tanto desiderata fascia. E’ più attinente al suo personaggio.

Seconda sorpresa ai Mondiali qatarioti.
Cade anche la Germania. Dopo il ko del-
l’Argentina con l’Arabia Saudita, tocca
ai tedeschi inchinarsi al Giappone. A
Khalifa un 2-1 per i nipponici, in ri-
monta come i sauditi.

In avvio gol annullato a Maeda,poi Ger-
mania in cattedra con il gol su rigore
di Gundogan (fallo del portiere Gonda
su Raum, 33′) e la rete annullata per
offside a Havertz. Nella ripresa, palo
di Musiala e occasioni a raffica per
Gnabry. Neuer salva la Germania ma poi
si inchina a Doan (75′) e Asano (83′).

Il vero razzismo è pensare di andare in Qatar ad imporre la sodomia come modello sociale. L’Europa del nord si dimostra l’avanguardia del declino occidentale. E i loro calciatori ne sono l’aspetto più visibile: si inginocchiano, indossano fasce arcobaleno. Un modello, quello multietnico al grido ‘one love’ che è perdente. Non solo su un campo di calcio.

Bastano 11 fratelli di sangue non rimbambiti dalla propaganda globalista a mettere sotto una squadra di superpagati figli di papà.




2 pensieri su “Qatar2022, 11 samurai giapponesi battono la Germania multietnica e gay”

  1. Chissà se il giappone sbaraglia tutti i pronostici… La sua squadra di punta jubilo iwata potrebbe arrivare senza problemi in zona salcezza in serie A

  2. Die Deutschland ist tod aus 1919. ⚰️😭

    Eh sì amici miei, la Germania come nazione è morta con la caduta del Secondo Reich. Da allora, dall’instaurazione della Repubblica di Weimar, è stato attuato un processo di cancellazione del popolo tedesco attraverso vari modi. Il Nazismo ingannò i tedeschi e li mandò al macello con una guerra suicida contro mezzo pianeta terra, come sta facendo oggi il nasone Zelenskij con gli ucraini contro la Russia. Poi con la Repubblica Federale, riproposizione di Weimar, il processo è stato più accelerato, poiché i circa 8 milioni di tedeschi sterminati nella seconda guerra mondiale (militari e civili), sono stati nei decenni successivi “rimpiazzati” da milioni di allogeni, in particolare turchi. Questi ultimi, i turchi, essendo purtroppo più prolifici dei tedeschi, sono arrivati alla quarta generazione, e addirittura molti di loro nati e cresciuti in (ex) Germania, parlano turco allo stesso modo di chi è nato e cresciuto in Turchia.

    L’altro ieri si è disputato l’incontro Senegal-Olanda (finita 0-2), di cui non si riusciva a capire quale delle due nazionali fosse africana, vista la presenza di ne(g)ri nella nazionale arancione.

    Ovviamente, secondo la odierna vulgata liberalprogressista e kalergista, è “normale” che le nazionali europee siano piene di allogeni non bianchi. Quasi quasi è anche giusto.

    Il Giappone, come la Germania e l’Italia, è nazione sconfitta nell’ultima guerra, e vassalla degli USA che gli hanno sganciato due atomiche nel 1945. Eppure, da quelle parti, pur essendo loro afflitti da gravi problemi demografici, con nascite nettamente inferiori ai decessi, e con la popolazione più anziana del mondo, a nessuno sfiora minimamente che per “risolvere” i problemi demografici occorra farsi invadere da milioni di allogeni. Su 130 milioni di abitanti, gli stranieri sono appena 2 milioni di unità e rappresentano una percentuale fisiologica dell’1,5% scarso. E quei pochi stranieri sono perlopiù asiatici e brasiliani di origine giapponese (nikkeijin).

I commenti sono chiusi.