Primo decreto governo Meloni: boss e tossici in galera

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Bene i provvedimenti. Male non avere dato un colpo immediato all’immigrazione. Come se l’emergenza in Italia fossero i ‘rave’. Può essere solo che argomenti più complessi abbiano bisogno di più tempo per essere definiti. Ma con un tratto di pena potevi già abrogare i ricongiungimenti familiari e altro. Non daremo tregua.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto contenente le misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti, o dei soggetti internati, che non mostrino interesse o volontà di collaborare con la giustizia. Via libera, quindi, al carcere ostativo. L’accesso ai benefici penitenziari per i condannati per reati di mafia e terrorismo è possibile “anche in assenza di collaborazione con la giustizia” se è avvenuta una “riparazione pecuniaria” del danno alle vittime e se è stata dimostrata la cessazione dei collegamento con la criminalità organizzata attraverso “elementi specifici”.

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Sono state approvate anche le misure in materia di entrata in vigore del decreto legislativo con la riforma del processo penale. C’è anche il rinvio al 30 dicembre dell’attuazione della riforma Cartabia tra le misure decise dal governo con il dl approvato dal Consiglio dei ministri.

Reclusione da 3 a 6 anni e multe da 1.000 a 10.000 euro: queste sono le proposte di Matteo Piantedosi in Consiglio dei ministri contro i rave abusivi. I provvedimenti potranno essere emessi nei confronti di chi organizza un rave party, ovvero un raduno non autorizzato “dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica”.

Durante il Cdm si è deciso di anticipare di due mesi, al 1 novembre, lo stop all’obbligo di vaccino per chi è impegnato in una delle professioni sanitarie. Ciò implica anche il reintegro dei medici non vaccinati. Nessun cambiamento per l’utilizzo delle mascherine negli ospedali e nelle Rsa, che continueranno a essere obbligatorie.




4 pensieri su “Primo decreto governo Meloni: boss e tossici in galera”

  1. Secondo provvedimento: pulizia profonda delle emittenti “nazionali” e stretta di vite a quelle del “leale alleato” MeRdaset e possibilmente anche LaSetta. poi si passa ai giornalai e ai radiolai.

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