Le due ONG straniere bloccate minacciano l’Italia: “Sbarchiamo lo stesso”

Vox
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Eliminare la flotta ong dal Mediterraneo significa azzerare l’effetto di attrazione che questa presenza ha sulle partenze. E per eliminare la flotta dei trafficanti umanitari c’è un modo molto semplice: impedire che queste navi possano fare scalo in Italia anche solo per rifornirsi.

Non potrebbero mai partire dai Paesi di bandiera, perché la logistica diverrebbe per loro impossibile. E neanche da quelli dove le ong sono di casa come Germania e Francia. Questo è il modo migliore per metterli fuori combattimento.

Ovviamente, il modo più bello sarebbe affondarli con siluri. Ma ci dicono che non si può fare, ancora.

Nel frattempo esigono di sbarcare in Italia nonostante i porti siano stati dichiarati chiusi per loro:

«Ora è una fase di attesa- ha spiegato in serata Piantedosi parlando a Porta a Porta – quel che vogliamo affermare è un principio. Lanciamo un segnale a nostri partner europei: la condivisione di questo fenomeno non può esserci solo a sbarco avvenuto, con ricollocamento e distribuzione, ma deve essere preso in carico da subito».

E’ un po’ come se si fosse tornati indietro nel tempo, quando ai Viminale sedeva Salvini e teneva i clandestini in mare in attesa che dall’Europa arrivasse la disponibilità ad accoglierli. Un modo di sfiancare le ong e rendere il traffico non conveniente.

Ma noi vogliamo azioni più radicali.

A proposito dei minori a bordo delle Ong:

Truffa Ong, adulti diventano minori a bordo delle navi: valgono fino a 500 euro al giorno

E poi i minori rubano, spacciano e stuprano come gli adulti. Senza contare che crescono.




7 pensieri su “Le due ONG straniere bloccate minacciano l’Italia: “Sbarchiamo lo stesso””

  1. Prima di tutto abolire i ricongiungimenti famigliari ed espellere i membri tritacazzo delle baby gang.

    Questo neo ministro degli Interni sembra abbia una faccia perbene rispetto ai predecessori che a guardarle in foto facevano ringhiare i cani.

    1. Temo che non passi loro neanche per l’anticamera del cervello di far colare a picco le navi negriere.

      1. “Ovviamente, il modo più bello sarebbe affondarli con siluri. Ma ci dicono che non si può fare, ancora”
        In questo sito, ho gia’ fatto cenno alle c.d. “black ops”. Premesso che son digiuno di diritto internazionale e che alto e’ il rischio che io dica minchiate, ritengo praticabile quanto segue:
        – ministro degli esteri che fa una lungs chiacchierata con un esperto di diritto internazionale;
        – detto ministro che va a trovare i colleghi degli stati le cui bandiere garriscono sulle navi ONG, con lo scopo di appurare se dette navi usano la bandiera senza autorizzazione (=navi pirata), oppure se sono autorizzate (=navi corsare), e sentire cosa dicono. Se fanno dei gran pipponi sull’accoglienza, o menano il can per l’aia, e’ comunque un risultato. Si da’ corso alle black ops, e se si viene scoperti si dira’ che i relativi governi si sono dimostrati conniventi, o quantomeno sordi, al problema.
        N.B. Nelle black ops vanno ricompresi innanzi tutto capitani, equipaggi e chiunque si presti: cosi’ si avrebbe una prima scrematura, e sarebbe minore il numero delle navi sulle quali intervenire (cosa che finirebbe col far porre delle domande presso la Sciarelli: “Chi l’ha visto Oscar Camps?”

        1. Sono d’accordo.
          Ognuno dell’equipaggio che si occuperà delle black ops deve essere un padre di famiglia e quindi illuminati sul fatto che il loro servizio salverà il futuro ai figli.
          Con i mafiosi della ONG non si tratta,i pipponi sull’accoglienza devono restare a loro: se li devono fare al sugo!

        2. Un’altra azione che si dovrebbe intraprendere legalmente sarebbe quella di farli arrivare in porto,una volta entrata sequestrare immediatamente il natante a cui segue la demolizione,arrestare l’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina,e sanzionare l’ONG con almeno 5 milioni di multa.Poi vedi come ci pensano 2 volte a forzare blocchi navali…..e dire “noi andiamo dove vogliamo”Per quanto riguarda i clandestini trasportati imbarcarli su un aereo della loro nazionalità e rispedirli al loro bel paesello.

        3. Cara Moana,il naufragio è un evento improvviso,non programmato,casuale e che si verifica in un tempo indeterminato.Ma quando l’imbarcazione si trova nei paraggi su segnalazione di un aereo che dà le coordinate,allora non è più naufragio,ma favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Da ex ufficiale di marina mercantile,il Comandante ha l’obbligo di preservare la vita in mare.A bordo ha facoltà di sbarcarli al primo porto sicuro(salvo diverse disposizioni governative)ma ha anche l’obbligo di sbarcarli in maniera autonoma avvisando le autorità portuali di una eventuale sommossa a bordo,o di una rivolta,o di un dirottamento armato della nave al di fuori della sua rotta,oppure di danneggiamento delle infrastrutture di bordo,per malattia,e per sicurezza del personale marittimo.

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