Cristian, l’italiano ucciso dai migranti non vale Willy: nessuno ne parla

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C’è un ragazzo italiano morto in Piemonte. Massacrato da un branco di immigrati. In 10 contro 1:

Cristian ucciso a sprangate: sono stati 10 marocchini e moldavi

Nessun media nazionale ha dato il dovuto risalto a quanto avvenuto. Alcuni, tra i quali il penoso sito di ‘fact-checker’, hanno evitato di comunicare l’identità etnica degli aggressori.

La notizia non è quasi apparsa a livello nazionale. Come nel caso di Filippo, l’italiano ammazzato da un branco di albanesi pochi giorni prima della morte di Willy, il capoverdiano.

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E qui torniamo. Il giorno dopo la morte di Willy avevamo nomi e foto: del branco di marocchini e moldavi non abbiamo nulla. Per la privacy.

Questo doppio standard fa inorridire. Fine identica. Ma per Filippo e per Cristian nessuna prima pagina. La loro colpa? Essere italiani.

E dice solo una cosa: la vita di Cristian, come quella di Filippo e delle miriadi di vittime italiane degli immigrati, non vale nulla per i giornalisti italiani. Vale sicuramente meno di quella di Willy. Di cui, sia detto chiaramente, al di là dell’utilizzo mediatico che possono farne, a loro frega nulla.

Giustizia per Pamela. Giustizia per Desirée. Giustizia per Filippo. Giustizia per Cristian. Giustizia per tutti gli italiani assassinati dai nostri ospiti. Per loro niente aggravante razziale. Questo è razzismo. Tutte le vite contano. Anche quelle degli italiani. O no?

Per i giornali ‘italiani’ no. Del branco di immigrati che ha massacrato e ucciso Cristian, non avete nemmeno parlato. E quando ne avete parlato, avete finto che fossero italiani. Vigliacchi. Nessuna prima pagina. Nessun articolo di condanna. Nulla. Niente. Come quello che voi siete: un nulla nel niente della vostra vergogna.

Cristian è stato ucciso dallo Stato. Lo stesso Stato che invia armi in Ucraina e importa in Italia assassini. Uno Stato che non rappresenta i suoi cittadini. Che sono sudditi.




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