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Rivolta social contro Alessia Piperno: «Adesso ci tocca pagare per liberarla»

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«Che c’è andata a fare in Iran?». «Te la sei cercata». «Adesso ci tocca pagare per liberarla». «Un’altra cretina che pensa di fare lì quello che fa in Italia, ovvero ciò che vuole». «Ti metti in situazioni pericolose e poi frigni».

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Sono quasi tutti di questo tono le decine di commenti che, soprattutto su Facebook e Twitter, si leggono a proposito della notizia sull’arresto in Iran di Alessia Piperno, la 30enne romana, che si definisce ‘viaggiatrice’, che è stata arrestata a Teheran.

Il padre ha lanciato l’allarme anche su Facebook e la vicenda è diventata di dominio pubblico. Così come il profilo pubblico della ‘viaggiatrice’, @travel.adventure.freedoom.

Fino all’ultima tappa in Iran, dove era arrivata prima che esplodessero le proteste di piazza dopo la morte violenta di Masha Amini.

La gente si è rotta i coglioni di globalisti senza frontiere che si ricordano di essere italiani solo quando hanno bisogno di aiuto. Sei una viaggiatrice femminista e contro le frontiere? Chiedi aiuto ai tuoi amichetti apolidi o a Israele.

Ovviamente la ragazza non rischia nulla e tornerà a casa sana e salva perché l’Iran è un Paese civile abitato da un antico popolo. Non è in mano ai tagliagole sunniti finanziati da Usa e Ue.

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L’Iran non è un Paese in guerra, è luogo di un’antica civiltà, come l’Italia. Quindi, se lo visiti e ti adegui ai loro costumi e alle loro leggi, non hai alcun problema.

Ha usanze diverse dalle nostre, che a differenza dei sauditi sunniti non vuole esportare in Italia. Quindi non è un nostro problema cosa accade lì. Non è un nostro diritto mettere bocca e cercare di esportarci il nostro modello sociale.

Le donne in Iran hanno infiniti più diritti delle donne in Arabia Saudita: ma l’Iran è nemico degli Usa mentre i sauditi finanziano i nostri politici. Per questo quello che in Italia viene definito la ‘loro cultura’ quando un immigrato impone il velo alla moglie, se avviene in Iran è ‘orrore’. Per noi, invece, è il contrario: lì è la loro cultura.

Quanto sta avvenendo in Iran è un tentativo di rivoluzione colorata. Non è un caso che la vittima di quanto accaduto sia una curda e tutto sia avvenuto nel kurdistan iraniano: i curdi sono le puttane dell’America, vengono sempre utilizzati per scatenare disordini e poi abbandonati a loro stessi una volta che non servono più allo scopo.

Del resto è normale che gli iraniani siano un tantino incazzati, visto l’ultimo post di Alessia Piperno da Teheran: “Da qui non me ne vado. La gente rischia la vita per la libertà”.

Vanno in un Paese enorme e credono di averlo compreso solo perché hanno passeggiato a Teheran. Come se un’americana credesse di avere capito l’Italia dopo una serata a Capalbio.




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