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Stupro Garbatella, si cerca un immigrato: “Vieni qui zoccola italiana”

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La 44enne è stata medicata in ospedale. Era uscita dal ristorante Botrini per andare a prendere la macchina sotto la pioggia e accompagnare le sue amiche a casa. Nei video forse l’arrivo e la fuga dell’aggressore. «Parlava italiano ma sembrava straniero»

L’età della vittima varia a seconda dei media. Quello che si sa è che si cerca il solito immigrato, forse un immigrato nordafricano.

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Il terrore nella notte di pioggia alla Garbatella ha le sembianze, per ora sfocate, di un uomo comparso all’improvviso in via Alessandro Valignano. «Avevo appena aperto lo sportello della macchina quando mi ha afferrato per il collo e mi ha spinto sui sedili. Non l’avevo visto arrivare. È stato terribile». Un racconto choc quello di un’impiegata di 44 anni aggredita venerdì scorso, poco prima di mezzanotte, a poche centinaia di metri dal commissariato Colombo. Una violenza sessuale interrotta solo dalla disperata reazione della vittima e dall’intervento di tre amiche che la stavano aspettando nel vicino ristorante Botrini, dove avevano cenato e che non l’avevano vista tornare.

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Gli investigatori della polizia cercano ora di identificare il responsabile dell’aggressione selvaggia, anche a pugni sul petto, con le immagini della videosorveglianza della zona che potrebbe aver ripreso l’uomo: potrebbe però aver approfittato del fatto che la strada è piena di alberi che attenuano l’illuminazione. A vederlo mentre fuggiva sono state comunque proprio le amiche della vittima, rimasta in balìa del bruto per almeno dieci minuti, forse anche di più. Il fuggiasco, che sarebbe stato notato anche da alcuni passanti, indossava secondo alcuni un giubbotto rosso.

Si era alzata dal tavolo al ristorante per andare a prendere la macchina e tornare indietro in modo da non far prendere l’acqua a chi aveva cenato con lei. E per questo motivo aveva chiesto in prestito un ombrello al titolare del locale. Doveva essere una serata spensierata e tranquilla, ma non è stato così. Non ha percorso una lunga distanza a piedi, sotto la pioggia che a quell’ora cadeva con una certa insistenza, ma è bastata per essere seguita da qualcuno che probabilmente l’aveva già adocchiata. È questa una delle ipotesi seguite dalla polizia.

Non si esclude, stando sempre al racconto della 44enne, che l’aggressore possa essere uno straniero, o comunque un soggetto di origine straniera che parla italiano, che prima di fuggire l’ha anche rapinata di qualche centinaio di euro. Sotto choc e dolorante, la vittima è stata raggiunta e soccorsa dalle amiche: la portiera dell’auto si era richiusa dietro di lei e il suo aggressore che non sembra fosse armato ma molto violento. Al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni, dove è scattato il codice rosso previsto per i casi di violenza sessuale, la donna è stata medicata e dimessa con sette giorni di prognosi. È stata sentita dagli investigatori del commissariato, dove ha sporto denuncia, e della Squadra mobile.

Ascoltate anche le amiche con le quali aveva trascorso la serata, mentre la polizia scientifica ha esaminato l’auto e gli indumenti della vittima per rilevare eventuali tracce di Dna riconducibili all’aggressore. Una battuta nella zona della Garbatella effettuata da alcune pattuglie non ha dato esito. Chi indaga, proprio sulla base del racconto della 44enne, ha ricostruito il percorso fatto dalla vittima: un tragitto di poco più di cinque minuti. Da capire se la donna sia stata notata da chi poi l’ha aggredita prima di uscire dal locale o quando era già per strada. Un particolare che potrebbe rivelarsi importante per stabilire se l’aggressione sia stata in qualche modo pianificata oppure sia stata frutto di una decisione improvvisa di qualcuno che l’ha vista passare da sola, e al buio, per le strade della Garbatella. Qualcuno che potrebbe essere responsabile anche di altre aggressioni analoghe. Un episodio che preoccupa gli abitanti del rione, che da tempo segnalano la pericolosità di alcuni punti della zona, come quello alle spalle del luogo dove la 44enne è stata presa di mira.