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Caccia a stupratore nordafricano: “Tanto non gli faranno nulla, ormai ci stuprano ovunque”

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E’ tempo che vengano formate milizie popolari riconosciute dallo Stato, che è palesemente inadeguato nel contrastare il fenomeno degli stupri etnici. E queste milizie, preferibilmente guidate da ex militari o comunque persone con formazione militare, devono avere licenza di uccidere. C’è un africano che sta violentando una donna per strada? Eliminato.

Oppure c’è qualcuno che lo ritiene un dilemma morale?

È successo nella tarda serata di venerdì 30 settembre, in una strada della Garbatella, in Via Valignano, a Roma. La vittima è una donna di 40 anni che mentre saliva in auto è stata aggredita alle spalle da uomo che prima l’ha picchiata, poi rapinata e infine violentata. Secondo quanto raccontato dalla stessa donna: “era uscita dal ristorante Botrini al termine dei festeggiamenti con alcune amiche del suo compleanno. Prima di uscire dal locale ha chiesto al ristoratore un ombrello, a causa della pioggia improvvisa, per poter andare a prendere l’auto e tornare per far salire le amiche”. Alle 23.15 una telecamera di sicurezza di un’oreficeria ha ripreso la donna con un ombrello nero camminare a passo veloce.

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Le amiche però non vedendola tornare, dapprima l’hanno chiamata al cellulare, poi visto che non rispondeva, hanno deciso di andarla a cercare nei pressi del parcheggio e una delle amiche si è trovata di fronte ad una scena da vomito: lo sportello dell’auto era aperto e un uomo era addosso alla 40enne che si agitava e lamentava. L’amica istintivamente ha iniziato ad urlare e il violentatore vistosi scoperto è fuggito. Infine alcuni passanti si sono fermati ed hanno chiamato polizia e 118.

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La vittima è stata ricoverata all’ospedale San Giovani, dove i medici le hanno diagnosticato una frattura dello sterno, traumi alle costole e contusioni al viso. La prognosi è di 30 giorni. La donna ha raccontato ai poliziotti: “Mi ha vomitato addosso una valanga di parolacce e insulti, voleva i soldi, gridava “dammi i soldi” zoc*** e ha cominciato a picchiarmi selvaggiamente. Mi ha scaraventato dentro l’auto, mi ha alzato la maglia, slacciato i pantaloni, abbassato gli slip… Ho provato a difendermi, ma le sue mani, avvolte dai guanti in lattice, erano dappertutto. Un orrore”.

Secondo i racconti della vittima e dei testimoni, il violentatore sarebbe una persona tra i 25 e i 40 anni, alto, magro e definito dalla “carnagione olivastra con un giubbotto rosso”. Il Messaggero ha scritto che gli investigatori stanno cercando un nordafricano, nello specifico un magrebino. Nella strada in cui è avvenuto il fatto non ci sono abbastanza telecamere, ma è stato trovato un elemento che potrebbe aiutare le ricerche: un pezzo di guanto in lattice in cui probabilmente sono rimaste le impronte e il Dna dell’aggressore. Al momento, l’ipotesi più accreditata è che si potrebbe trattare di un ladro seriale, abituato a rompere i finestrini delle auto e a rubare la merce. Ma il pm Stefano Pizza – che ha in mano il fascicolo della procura – non esclude altre ipotesi. “Quella non è una strada isolata – ha concluso una delle amiche – è come se ti violentassero sotto casa. Ormai nessuno ha più paura di nulla, anche se lo prendono non gli faranno niente”.

Da notare che i media di distrazione di massa, invece di indicare la ricerca di un NORDAFRICANO hanno titolato che si sta ricercando un “uomo col giubbotto rosso”: teste di cazzo. A queste teste di cazzo versiamo centinaia di milioni in contributi pubblici, per nascondere




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