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Tunisini e albanesi violentano bambini italiani

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Le espulsioni non funzionano. Espellono, raramente, solo chi commette gravi reati e viene beccato. Ma le espulsioni devono essere massicce, con rastrellamenti e aerei militari.

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Era accusato di reati contro la pubblica amministrazione, anche di violenza sessuale ai danni di una ragazza minorenne. L’uomo, 32 anni, di origini albanesi in passato convivente con cittadina italiana, già indagato anche per le minacce rivolte alla donna e al figlio, è accusato di aver tenuto nei mesi scorsi un atteggiamento vessatorio e prevaricatore verso la nuova convivente, sfociato anche in atti violenti, secondo le indagini del commissariato di polizia di Forte dei Marmi.

Benché fosse colpito dal divieto di avvicinamento alla casa familiare e ai luoghi frequentati dalla persona offesa, aveva sistematicamente violato le misure disposte dal giudice, cosicché, nel giugno scorso, gli uomini della volante della Questura l’avevano anche tratto in arresto, dopo averlo sorpreso a casa della donna, all’esito dell’ennesimo litigio.

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Analoga sorte per un uomo di origini tunisine nonostante fosse padre di un minore cittadino italiano. Anche lui già noto per rapina e violenza sessuale, aveva cercato in tutti i modi di rimanere sul territorio nazionale strumentalizzando anche il rapporto di genitorialità, nel concreto inesistente. Gli accertamenti condotti dal locale ufficio immigrazione hanno consentito di dimostrare che, sebbene padre di minore cittadino italiano, di fatto ha perduto i propri riferimenti parentali, avendo interrotto i rapporti con la moglie dopo che la stessa ha presentato denuncia – querela per maltrattamenti in famiglia. L’uomo era sconosciuto agli stessi servizi sociali competenti.
Altro recente rimpatrio riguarda un altro uomo di origini tunisine, che a Lucca ed in Versilia aveva destato allarme sociale per aver commesso fatti particolarmente gravi, fra cui tentato omicidio, lesioni personali gravi, molestia sessuale contro minori, reiterati furti aggravati, resistenza a pubblico ufficiale , guida sotto l’influenza dell’alcool.
In due casi l’accompagnamento è stato eseguito direttamente alla frontiera, con operatori qualificati del locale Ufficio Immigrazione che si sono occupati della scorta internazionale per rimpatriare i cittadini albanesi pregiudicati, di cui uno indagato per una serie di furti e gravi danneggiamenti di autovetture in sosta nel parcheggio Mazzini.

Gli accompagnamenti ai Cpr, di cui l’ultimo avvenuto nel pomeriggio di ieri al centro di Potenza, hanno riguardato anche i richiedenti asilo con gravi precedenti penali, pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, che attenderanno nei centri l’esito del relativo procedimento amministrativo.

Ecco a cosa servirebbe lo ius scholae: dopo i loro figli diventerebbero tutti ‘italiani’. Anche gli stupratori.




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