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15 africani assaltano locale alla ricerca di italiani da massacrare

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Si è chiuso oggi, 29 settembre, il cerchio attorno ai responsabili di una spedizione punitiva commessa lo scorso 2 giugno in un locale di Padova: sono tutti immigrati, nordafricani.

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Ai responsabili sono stati contestati numerosi reati: lesioni personali aggravate, porto abusivo di armi, possesso di oggetti atti ad offendere, danneggiamento, getto pericoloso di cose e favoreggiamento personale.

Si tratta di due tunisini di 26 e 24 anni e un marocchino di 26 anni noto alle forze dell’ordine per spaccio, lesioni e rapina.

Ad incastrarli sono stati gli agenti della Squadra mobile della Questura coordinati dalla Procura. In concorso tra loro e con un’altra decina di persone, i tre nordafricani, con il volto travisato, il 2 giugno hanno aggredito i clienti dell’Utopia con bastoni, manganelli, sassi, bottiglie, un machete ed un tirapugni. La loro violenza ha provocato lesioni alla testa ad un ventiduenne veneziano e una ferita all’occhio ad un uomo di 46 anni.

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I tre identificati si sono resi protagonisti anche di esplosioni pericolose, avendo acceso fumogeni e sparato con una pistola diversi pallini di ferro. Ingenti i danni al locale visto che il lancio di sassi e bottiglie nell’occasione ha provocato il danneggiamento dei vetri e allo stesso tempo ha messo a repentaglio la sicurezza degli avventori.

La richiesta al 113 di aiuto è arrivata quando ancora il raid era in pieno svolgimento. All’Utopia sono arrivate più Volanti della Questura. In flagranza è stato arrestato subito il ventiseienne tunisino. L’indagine della Squadra mobile, attraverso la videosorveglianza e alcune testimonianze ha poi permesso di arrivare al fermo anche dei due marocchini di 24 e 26 anni. Nei guai è finito anche un ragazzo di 24 anni italiano, accusato di favoreggiamento personale. Quest’ultimo, infatti, secondo la Squadra mobile, avrebbe riferito di aver visto il tunisino presentarsi da solo all’Utopia e di essersi successivamente allontanato senza partecipare alla contesa.

L’attività investigativa ha permesso di scoprire che il sabato precedente gli indagati ed altri due loro amici non erano stati fatti entrare nel locale per il loro comportamento ritenuto poco consono all’eleganza del punto di ritrovo pubblico. Questo giustificherebbe anche la raffica di pallini esplosi da una pistola verso uno dei buttafuori che di fatto è rimasto ferito ad un occhio.

E’ in Italia che non dobbiamo farli entrare.