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L’africano che ha violentato 44 bimbi italiani

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A proposito di integrazione. La storia del maestro africano J.T. Condannato alla ridicola pena di otto anni di carcere con rito abbreviato (scontro di 1/3 automatico) per violenza sessuale su 26 bambini dell’asilo dell’Opera Nazionale Montessori di Roma.

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Il giovane insegnante africano, un 25enne originario della Tanzania, era stato assunto nell’ottobre 2017.

Ai casi già segnalati, dopo la condanna nel 2019, si sono aggiunte altre 18 denunce su cui si indaga.

Violentava piccoli tra i 3 e i 5 anni. Erano state le vittime a raccontare ai genitori cosa succedeva a scuola. Così sono partite le denunce e dalle indagini è emerso che il maestro, durante le lezioni, “induceva le minori a subire ripetuti atti di molestie sessuali”. Li violentava.

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Il tutto venne poi confermato dalle immagine delle telecamere installate nelle aule dalle forze dell’ordine.

L’africano, senza laurea, era stato assunto grazie a un certificato di abilitazione all’insegnamento della lingua inglese conseguito attraverso un corso di 120 ore, svolto in un istituto privato con sede in Thailandia.

Questo fa i paio con l’autista senegalese. Ma quanto sono idioti gli antirazzisti?

Il maestro è stato riconosciuto colpevole nel 2019 per tutti i casi contestati, ossia molestie e abusi su 26 bambine, i cui genitori, dopo la lettura della sentenza, sono rimasti muti, mano nella mano, scossi dai singhiozzi. «L’orco era nella scuola», ha pianto una mamma. Su Trupia, 25 anni è ora in corso un secondo filone di inchiesta. Altre denunce, per attenzioni deplorevoli su ulteriori bambini della scuola gestita dalla Opera Montessori (ora parte civile), sono finite all’esame del pm Francesca Passaniti e dell’aggiunto Maria Monteleone dopo l’arresto dell’insegnante.




Un pensiero su “L’africano che ha violentato 44 bimbi italiani”

  1. Gli africani di colore sono la razza superiore, prendete esempio.
    Sono anche cannibali, per tradizione, cultura gusti.
    Noi no, forse perché nell’altro che ci specchia vediamo l’ uomo.
    Il cannibalismo significa che loro non vedono in noi uomini, ma umanoidi.
    Vince la coscienza più allargata, che sappiano.
    Godono del mio più totale disprezzo, anche se si laureano ed imparano ad usare coltello e forchetta, perché in fondo in fondo sono infidi ed opportunisti, vittime della loro stessa natura deviata.
    Inutile correggere, perché il loro istinto è mangiare cibo.
    Vedo umanoidi, non uomini.

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