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Aborto post-nascita: la sinistra vuole uccidere i bambini anche dopo nati

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I figli degli umani hanno la disgrazia di non svilupparsi all’esterno. In questo modo è più semplice eliminarli senza credere che siano degli esseri viventi.

Ma il partito dei deviati vuole andare oltre:

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4 pensieri su “Aborto post-nascita: la sinistra vuole uccidere i bambini anche dopo nati”

  1. L’aborto è un crimine. Un delitto contro una creatura innocente e indifesa. La 194/1978 è la legge più criminale mai approvata dallo Stato italiano dal 1861 ai giorni nostri. Perché rende legale l’infanticidio e favorisce il genocidio della comunità. Abrogarla non farebbe tornare in vita gli oltre 5 milioni di bimbi italiani soppressi in grembo, ma abrogarla sarebbe un dovere morale verso costoro. Che hanno pagato per l’egoismo e la crudeltà di chi li ha concepiti, avendo utilizzato l’aborto come metodo post-contraccettivo.

    Il ricorso allo strumento dell’aborto è giustificabile (se non necessario) solo in Africa, dove le popolazioni, essendo intellettivamente sottosviluppate, non conoscono nemmeno l’ABC della contraccezione. Ma ovviamente laggiù non viene promosso, perché la cupola aschenazita ha stabilito che i ne(g)ri devono moltiplicarsi peggio delle zanzare. Mentre al contrario ha stabilito che sono i bianchi, cioè la razza superiore, a dover sparire dalla faccia della terra. E per questo sono decenni che gli aschenaziti finanziano i vari movimenti e personaggi sovversivi che promuovono solo in Europa e nei paesi popolati dai bianchi e cristiani, l’aborto libero e illimitato.

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