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Saman Abbas sacrificata ad Allah, cugino: “Strangolata e gettata nel Po”

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Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa il 30 aprile 2021 da Novellara, in provincia di Reggio Emilia, dopo che si era opposta a un matrimonio combinato, sarebbe stata, racconta uno dei cugini Ijaz Ikram, “tenuta ferma dai noi e strangolata dallo zio, Danish Hasnain, con una corda”. E’ quanto avrebbe detto Ikram a un altro detenuto che lo avrebbe riferito a un agente della penitenziaria.

La madre sarebbe stata, poi, colta da una crisi di pianto e allontanata dal marito Shabbar Abbas. Un uomo non identificato, insieme allo zio e a uno dei due cugini, avrebbe infilato “il corpo in un sacco e lo avrebbero trasportato su una bici fino al Po, dove poi se ne sarebbero disfatti”. Il racconto dei momenti del delitto sarebbe stato fatto da uno dei cugini di Saman, Ijaz Ikram, a un altro detenuto che lo avrebbe riferito a un agente della penitenziaria. Una ricostruzione che non ha trovato comunque riscontro nelle indagini dei carabinieri di Reggio Emilia.

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Tradita e sacrificata brutalmente ad Allah dai suoi familiari.

Un racconto, quello di Ijaz – arrestato su un autobus in Francia il 31 maggio 2021 – il primo ad essere catturato, che descrive nel dettaglio l’assassinio della ragazza. A cui i killer avrebbero «bloccato mani e piedi, mentre la madre piangeva». Cosa che avrebbe indotto il marito ad allontanarla.

«La sera del 30 aprile Shabbar avrebbe chiesto alla moglie di fare una camminata con Saman nelle vicinanze della loro casa di Novellara. Lui le avrebbe seguite da vicino e una volta superate le serre – non è chiaro quali visto che nella zona ce ne sono diverse – le due sarebbero state raggiunte dallo zio Danish, dallo stesso Ijaz e dall’altro cugino Nomanhulaq».




5 pensieri su “Saman Abbas sacrificata ad Allah, cugino: “Strangolata e gettata nel Po””

  1. Chi ha sbagliato deve pagare. Quindi chi ha assassinato questa ragazza deve esere condannato con il carcere a vita.

    Sono d’accordo sul fatto che l’Islam qui nel nostro territorio non ci deve stare. Ma allo stesso tempo sono dell’idea che gli islamici che vengono a stabilirsi qua da noi fanno benissimo ad avere repulsione per il progressismo dominante. Perché l’Occidente in cui viviamo oggi, immorale e scostumato, non è il vero Occidente, ma è quello contraffatto e plasmato dall’élite aschenazita che attraverso i suoi burattini “cristiani” ai governi degli Stati, ha imposto nell’arco degli ultimi 50 anni alla popolazione il marxismo culturale francofortista degli Adorno, Marcuse e Horkheimer. Ne ha fatto il lavaggio del cervello e cancellato il vero substrato dell’Occidente di matrice greco-romano-germano-cristiana. Non giudaico-cristiana come si mettono a dire a pappagallo i vari politicanti burattini degli aschenaziti.

    Nei paesi di provenienza degli immigrati islamici come loro, questo problema non lo hanno avuto, per cui sono portatori di un’identità e di cultura forti che li rende assolutamente impermeabili all’interno della nostra decadente società.

    1. Werner, se continuiamo a definirli ”progressisti”, facciamo il loro gioco.
      Essi sono REgressisti!
      Sono fanciulloni ferini!
      Stanno distruggendo completamente e irreversibilmente l’Italia!
      La preistoria è la loro meta!
      Fintantoché saremo lessicalmente sottomessi, non li vinceremo!

    2. I REgressisti vogliono che la moneta imperiale, le forze armate imperiali, la magistratura imperiale, l’alimentazione imperiale (a base d’insetti ://youtu.be/WS8n0XM8RxM) : la gestione imperiale dell’invasione: a tutte le cose più importanti deve pensarci l’Impero.
      Loro NON vogliono pensare.

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