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A Modena gli africani stuprano le ragazze nelle cantine: “Abbiamo paura”

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“Ragazza trascinata via e stuprata da spacciatori africani nello scantinato”: non si trova più

“Com’è la situazione qua? Orribile. Dobbiamo chiamare di continuo la polizia perchè la notte entrano negli edifici e occupano le soffitte: sorprendiamo sempre senzatetto la mattina e abbiamo paura. Una volta i miei figli in questo grande cortile ci giocavano felici, ora è un covo di spacciatori”.

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È situato a due passi dal centro storico ma, superando la sbarra che separa il parco dalla strada e addentrandosi tra i grandi palazzoni, la sensazione che si avverte è quella di essere entrati in una piccola città all’interno della città. Una realtà multiculturale, vivendoci nella maggior parte dei casi cittadini stranieri, che secondo gli ‘antichi’ residenti si è però trasformata negli ultimi mesi in una succursale del Bronx. Stiamo parlando del complesso Acer di via Ciro Menotti dove la scientifica più volte si è recata in questi giorni per far luce su una presunta violenza sessuale ai danni di una 20enne di cui abbiamo dato conto lunedì scorso. Sulla vicenda sono ancora in corso le verifiche.

Chi vive nei palazzoni è certo che lo stupro, terribile, sia avvenuto all’interno di una cantina. “La mia amica ha cercato di soccorrere la giovane, visibilmente ferita e dolorante – spiega una signora anziana – è uscita dallo scantinato dove era stata portata pare da due uomini ma, nonostante fosse sotto choc, ha preferito fuggire. Poi non sappiamo quello che è realmente successo lì dentro”.

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Qui comunque, prosegue, “la situazione sta degenerando. Vivo in questo complesso dal lnotano 1973, 50 anni ormai e questa ‘oasi’ di serenità si è trasformata in uno schifo. Grido tutti i giorni di chiudere bene i portoni perchè ogni notte rubano nelle nostre cantine, gridano, si azzuffano, spacciano. Solo stamattina la polizia è intervenuta per allontanare l’ennesimo abusivo che si era creato un giaciglio di fortuna nei nostri solai”.

Quella ragazza l’altra sera, racconta tornando sul controverso episodio, “teneva le mani tra le gambe, dicendo che aveva dolore e nessuno è riuscita ad aiutarla. Prima o poi accadranno fatti ancora più gravi se non si interviene”.

Una situazione ormai esasperante, nel complesso è un coro di voci che intona la stessa protesta. “Maleducazione c’è’ ovunque – commenta un altro residente – ho capito che era successo qualcosa ma più volte abbiamo segnalato gente che dorme lungo i corridoi delle palazzine”. Un giovane a un certo punto accorgendosi della nostra presenza si affaccia alla finestra: “Subiamo furti di continuo – grida – prima di andare in ferie sono entrati nella mia cantina. Hanno rubato le bici e altre cose dei residenti ma la sera il problema è che ci sono giri strani: sicuramente la situazione non è tranquilla”.

Nel frattempo altre signore anziane si affacciano alle finestre: “Devono cambiare i cancelli e pure e porte perchè continuano ad arrivare sconosciuti la sera e si ‘infilano’ nei palazzi per poi occupare le cantine – spiegano –. Non sappiamo mai chi ci troveremo davanti la mattina e la sera si danno appuntamento nel parco spacciatori e clienti”.

La situazione è degenerata – afferma un’altra donna – da che sono arrivate altre e numerose famiglie di stranieri. Arrivano sempre i loro presunti amici e gli amici degli amici e i furti sono lievitati. Ci siamo resi conto che spacciano anche alla luce del giorno ma non sappiamo che fare”.

Poi c’è l’altro lato della medaglia, ovvero di chi racconta come, negli anni, si sia creato nel ‘rione’ anche un clima di importante solidarietà e accoglienza. “Chi vive qui è perchè è stato inserito dal Comune – racconta Daniele Monari – ma mia mamma è invalida e quando è caduta tutti l’hanno aiutata e mi hanno subito avvisato. Sicuramente di gente strana che popola il complesso ma non risulta residente ce n’è parecchia: quando arrivo la sera vedo gruppi strani di persone e non sai mai cosa stiano facendo. Ci sono però anche tante brave persone che lavorano e che si mostrano sempre disponibili. Il problema è che in tutta Modena, ormai, la criminalità dilaga”.