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Baby profughi africani violentano e assaltano negozi, guerriglia contro gli italiani: “Chiudiamo la strada”

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Dopo che stuprano le ragazzine li riportano nel centro di accoglienza. Al massimo li spostano in altri centri, dove potranno stuprare e assaltare locali di altre città italiane.

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A Genova la situazione dei figli che gli immigrati caricano sui barconi è fuori controllo. Stuprano, rapinano e commettono violenze.

Genova, i figli delle risorse continuano a violentare e gozzovigliare a spese vostre

La popolazione locale ‘minaccia’ ritorsioni. Se le famiglie delle vittime prendessero d’assalto il centro e lo incendiassero, verrebbero arrestate per ‘razzismo’. Lo Stato è contro il popolo.

In tutta Italia, non solo a Genova, la vera emergenza è solo una: i figli degli immigrati.

Dopo le proteste in strada del pomeriggio di Ferragosto, la risposta del quartiere del Molo al fenomeno della violenza minorile, in particolare quella opera di minori stranieri non accompagnati, è un ultimatum al Comune. «Se non chiudete la comunità entro venti giorni blocchiamo la strada».

A questo si somma un esposto, che residenti e commercianti hanno preparato ieri sera in un’assemblea che si è tenuta fino a tarda sera nell’area verde del quartiere, alla quale hanno preso parte una cinquantina di persone. Nel documento sono elencati gli episodi registrati nelle ultime settimane, costellate di furti, rapine, assalti con spray al peperoncino e pure molestie sessuali compiuti dagli stranieri ospiti del Massoero di vico Bottai.

E mentre il Comune annuncia il trasferimento di chi si è reso responsabile di atti criminali, al Molo prevale la linea equilibrata. Nessuna sassaiola o tentativi di farsi giustizia da sé, come nel febbraio scorso a Oregina – episodio su indaga la Procura – ma piuttosto un appello alle istituzioni affinché sia ripristinato l’ordine. Ma non è una fiducia illimitata: gli abitanti hanno scritto a sindaco e Comune, specificando che, se il trasferimento non andasse in porto entro il 5 settembre, sono pronti a bloccare il traffico.

Ronde e picchetti sono passati in secondo piano proprio grazie alla decisione tempestiva del Comune, che ha scelto di spostare cinque su nove dei ragazzi presenti nella struttura, annunciando anche la volontà di chiudere definitivamente il centro ai primi del mese prossimo, ufficialmente per effettuare una ristrutturazione.
«Con questi giovani stranieri – specifica l’assessore comunale ai Servizi sociali Lorenza Rosso – siamo sempre stati piuttosto chiari. Quando qualcuno commette reati viene trasferito in un’altra struttura. Alcuni di questi giovani, tra l’altro, hanno compiuto i diciotto anni proprio in questi giorni e per questo saranno affidati a dei centri».

La decisione di portare altrove gli ospiti più difficili è condivisa anche dal presidente del Municipio Centro Est, Andrea Carratù, che evidenzia come quel tipo di collazione, in pieno centro città, «non sia idonea per dei minori».

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A Genova i minori stranieri non accompagnati presenti sono 340, distribuiti in varie strutture cittadine. Sulla gestione pesa la mancanza dei tutori, che si combina a un aumento notevolissimo, nell’ultimo anno, di giovani stranieri che arrivano sul territorio italiano senza genitori, e all’aumento della loro età media, fatto che contribuisce a rendere ancor più difficili i percorsi di inserimento.

Ultimamente le turbative associate alla presenza di minori non accompagnati sono state numerose, in città: oltre a Oregina e nel centro storico, sono stati segnalati diversi episodi criminali, in particolare nei quartieri di Quinto e Nervi.

Al Molo, dove nel pomeriggio di Ferragosto gli abitanti sono scesi in strada per protestare dopo l’ennesimo intervento dei carabinieri, si respira un’aria particolare. Il comitato spontaneo ha eletto come portavoce Otello Parodi (che è anche consigliere delegato di Bucci per il centro storico) e assicura che l’iniziativa non ha una matrice politica. «Il quartiere è sempre stato un esempio di integrazione. Ma chi viene e delinque, però, no. Questo non lo tolleriamo».

In assemblea è stato citato un lungo elenco di episodi, tutti elencati nell’esposto. Tra questi si segnala quanto avvenuto sabato sera, quando una decina di stranieri ha tentato un’aggressione con lo spray al peperoncino a un’anziana.

Risultato: nell’aria c’era talmente tanto gas che due ristoranti (Molo 2.0 e Locanda del Molo) sono stati evacuati con i clienti costretti a fuggire con occhi e gola arrossati.

«Avevo il locale pieno – racconta Andrea Ventura, titolare del Molo 2.0 di via del Molo – quando abbiamo sentito delle urla provenire dalla strada e una nube di spray urticante è entrata nel negozio. I clienti hanno iniziato a stare male, a tossire. Abbiamo dovuto interrompere il servizio ed evacuare per più di un’ora il locale. Un bel danno». Ventura racconta anche di furti e danneggiamenti. «In pochi giorni hanno fatto sparire due barattoli con le mance dei ragazzi». A essere sgomberata sabato sera anche la vicina Locanda del Molo. «Abbiamo trascorso una serata da incubo – racconta la dipendente Elisa Paoni – sono stati male sia i clienti che gli abitanti delle case sopra il locale. Ci siamo spaventati molto perché non abbiamo capito cosa stesse succedendo. Solo dopo abbiamo capito che si era trattata di una rapina tra ragazzini. Non è il primo danno che abbiamo subito: qualche giorno prima avevano derubato una cliente della borsa che stava cenando nel dehors».

Sull’episodio dello spray indagano i carabinieri, che stanno cercando di identificare gli autori: le testimonianze sono piuttosto univoche nell’accusare gli ospiti del centro, già protagonisti di risse, rapine e aggressioni. Alessandro Leotta, ristoratore e titolare delle Vecchie Mura racconta di essersi dovuto scusare più volte con i turisti per il comportamento di questi giovani.

«Davanti al mio locale – evidenzia – si sono picchiati più volte, hanno litigato per spartirsi il bottino dei furti e hanno creato problemi di ogni genere. Una situazione insostenibile. Ne ho parlato anche con i vertici della polizia genovese. Dobbiamo fare qualcosa per evitare alla città di fare brutte figure».

Ieri i minori ospitati nel centro di vico Bottai sono stati protagonisti di altri due interventi delle forze di polizia. Due di loro hanno tentato di fare irruzione nella notte all’interno di una farmacia di piazza Palermo, ma sono stati scoperti e denunciati dai carabinieri del Radiomobile.

E, ancora, gli agenti di San Fruttuoso nel corso di un giro di pattuglia, ne hanno scoperti tre che vivevano in un casolare insieme ad un ricercato. Sono stati bloccati e riaccompagnati nel centro.




5 pensieri su “Baby profughi africani violentano e assaltano negozi, guerriglia contro gli italiani: “Chiudiamo la strada””

  1. Adolf Hitler : Amon Goeth : Plaszow = Enrico Letta : Kabobo : l’Italia intera

    Kabobo , Oseghale, Omo e et cetera.

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