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Milano, coppia mista si divertiva a massacrare italiani: “Violenze seriali”

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Le troie vanno sterilizzate.

Il gip di Milano Guido Salvini ha convalidato i fermi di una coppia, lei 24 anni e lui 23, perché con altri due giovanissimi di cui un presunto minorenne (entrambi solo denunciati) – hanno derubato e colpito – con calci e pugni – due ventenni per portagli via i cellulari. E’ accaduto lo scorso venerdì 12 agosto in corso Como. Una delle vittime è stata colpita con un coccio di bottiglia allo zigomo e ha riportato una lesione di tre giorni, mentre per l’amico – “brutalmente aggredito” – il referto medico parla di sette giorni di prognosi per un trauma al polso destro.

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A eseguire il fermo è stata la polizia che in piazza XXV Aprile, all’altezza dell’incrocio con corso Garibaldi, ha notato la ragazza che alla vista degli agenti ha tentato di disfarsi dei due cellulari. Sono state le stesse vittime a riconoscere la coppia a cui carico risultano “gravi indizi di colpevolezza” per rapina aggravata e ricettazione in concorso e verso i quali sussiste “il concreto pericolo di fuga” essendo privi di fissa dimora e di occupazione. Per il 23enne di origine marocchina, il quale “non è mai stato titolare di un regolare permesso di soggiorno”, il giudice ha disposto il carcere, mentre è scattato l’obbligo di dimora in provincia di Gela per la ragazza, madre di due figli.

Le esigenze cautelare sono ricondotte al fatto che gli indagati “abbiano commesso e possono commettere in futuro episodi del medesimo genere che hanno carattere seriale e che avvengono ormai con elevata frequenza e quasi quotidianamente soprattutto dalla zona di corso Como frequentata da moltissimi giovani fino a tarda notte e fino alle prime ore del mattino”. Episodi “caratterizzati da violenza contro le vittime al fine di neutralizzarle e impossessarsi dei loro beni”.

Il comportamento “seriale” – scrive il gip Guido Salvini – emerge dal materiale sequestrato e cioè un altro cellulare di cui uno degli indagati ha cercato di disfarsi, la carta d’identità di un cittadino bengalese, una carta Postepay, cinque collanine, una carta di credito Visa, una tessera sanitaria della Regione Lombardia, due ciondoli in metallo, oltre alla somma in contanti sequestrata. “Si tratta di beni con ogni probabilità provento di altri episodi analoghi commessi nella zona della movida di corso Como di cui gli indagati non avevano ancora avuto il tempo di disfarsi cedendoli a ricettatori”.




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