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Camionista investe clandestino suicida e lo indagano per omicidio stradale

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I lavoratori italiani hanno meno diritti di chi viene a scroccare.

È indagato per omicidio stradale il camionista di Montemarciano che alla guida della sua autocisterna ha investito e ucciso, lunedì scorso agli Archi, un giovane profugo della Somalia. La procura ha aperto un fascicolo a carico del 54enne, dipendente di un’azienda di trasporti di Grottammare: un atto dovuto.

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L’incidente mortale è avvenuto in via Marconi, davanti al park multipiano degli Archi. Mustafe Abdi Ahmed, 22enne somalo richiedente protezione internazionale, è finito sotto le ruote dell’autocisterna che stava trasportando carburante. Secondo le informazioni raccolte dagli agenti della Polizia locale, il punto d’impatto sarebbe avvenuto non sulle strisce pedonali, ma circa 4-5 metri dopo. Il camion ha colpito il pedone di lato, senza lasciargli scampo. Il giovane, straziato dalle ruote del mezzo pesante, è morto sul colpo: inutili, purtroppo, i soccorsi portati dal 118.

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«Aveva la testa bassa, ciondolava», ha riferito agli inquirenti il 54enne (negativo ai test alcolemici e tossicologici), ora indagato per omicidio stradale, aggiungendo che il somalo si trovava a 3-4 metri di distanza dalla carreggiata e non sembrava intenzionato ad attraversare. Pochi istanti dopo, però, il camionista ha sentito un forte rumore, si è fermato e sull’asfalto ha trovato il corpo del giovane stritolato dalle ruote. Non è ancora chiaro cosa sia successo: aveva uno zainetto sulle spalle, potrebbe essere stato agganciato e travolto, ma potrebbe aver tentato di attraversare la strada di corsa. Non si esclude una distrazione o addirittura un gesto estremo. Il punto è che via Marconi non è coperta (incredibilmente) da telecamere e non ci sono testimoni: neanche il ragazzino di 13 anni, che in un primo momento aveva raccontato di aver visto il pedone trascinato dal tir, ha poi fornito indizi utili, una volta interrogato dalla Polizia locale. Si attende ora l’esito degli esami eseguiti sul corpo della vittima, ancora a Torrette in attesa del rimpatrio di cui si occuperà l’ambasciata somala.

E’ chiaramente un suicidio. Come mai l’ambasciata somala si occupa del rimpatrio dei cadaveri e non dei suoi clandestini vivi?




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