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Pisa, africano a caccia di carne bianca: si cerca lo stupratore

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Pisa, stupratori stranieri a caccia di donne italiane: violentate per strada

I carabinieri della Stazione di Pisa con la sezione operativa dovranno analizzare decine di ore di riprese della videosorveglianza cittadina. In quella zona, nel quartiere Sant’Antonio, gli occhi elettronici sono tanti, compresi quelli in corso Italia. L’orario è circoscritto, il fatto sarebbe avvenuto prima delle 19 del 10 agosto, per cui saranno visionati i filmati nei dintorni dell’area un po’ prima e un po’ dopo per osservare eventuali passaggi. Ma sono tanti, proprio perché si parla di più punti di ripresa. Militari al lavoro sullo stupro denunciato dalla turista tedesca 20enne che si trova ospite nella nostra città da amici per una vacanza. La donna ha riferito che, al suo rientro, ha trovato l’uomo nella strada in cui è l’abitazione dei conoscenti. “Aveva la carnagione scura”, ha riferito. Le avrebbe chiesto informazioni. Lei, non capendo l’italiano, ha aperto la porta per entrare. A quel punto, lui l’ha spinta dentro minacciandola con un coltello.

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Gli uomini dell’Arma stanno cercando di ricostruirne l’identikit. Passando anche in rassegna i profili di chi ha precedenti specifici. “Sono riuscita a difendermi mordendolo”, ha spiegato la giovane fra le lacrime.

Sono già stati prelevati campioni su di lei e anche sui suoi indumenti. Esami che richiederanno molti giorni. Ispezionata, inoltre, la stanza dove la violenza sarebbe avvenuta. Lui potrebbe aver lasciato altre tracce del suo passaggio brutale.

Nel frattempo, i carabinieri stanno cercando anche eventuali testimoni. L’alloggio è in una stradina dove ci sono altri appartamenti. Possibile che nessuno abbia visto o sentito quello che stava accadendo? Certo, i negozi che si trovano vicini sono chiusi per ferie, altri non erano aperti a quell’ora. Ma non ci sono stati vicini che abbiano notato prima la presenza del giovane, o dopo, la sua fuga?

La ragazza è stata poi accompagnata dall’amica in caserma e da qui in ospedale. Ha vissuto un grande dolore, difficile da descrivere. Al Pronto soccorso è stato attivato per lei il codice rosa, il percorso a tutela delle vittime di abusi e violenze. Un cammino non semplice che offre supporto fisico e psicologico. E, proprio con l’aiuto di una interprete e di un sostegno piscologico, è stata sentita anche la giovane donna e sono stati ascoltati i suoi amici ospitanti.

Obiettivo, cercare particolari che possano aiutare gli investigatori nella ricostruzione di questa storia e nella ricerca del responsabile. Servirà tempo per questa indagine non semplice, ma le forze dell’ordine vogliono dare una risposta il prima possibile a questo fatto.