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Emergenza baby-profughi: trenta armati di spranghe devastano il quartiere, stuprano e rapinano

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E’ emergenza figli di immigrati a Genova. I cosiddetti ‘minori non accompagnati’ che la legge Zampa ci impone di mantenere e che una volta in Italia, mantenuti coi soldi delle vostre tasse, stuprano e rubano. E devastano le città.

E’ quello che sta accadendo a Genova. Dove nelle ultime settimane si moltiplicano gli stupri e le violenze dei cosiddetti ‘baby-profughi’.

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Hanno tentato di rapinare un sessantenne nei pressi della questura, ma sono stati disturbati da un agente della squadra mobile smontato dal servizio. Per fuggire alla cattura sono saliti su un autobus della linea 15 diretto a Nervi, e una volta a bordo hanno adocchiato quattro adolescenti e hanno iniziato a infastidirli.

Ad attirare l’attenzione dei malviventi – due minori non accompagnati e un ventenne – è stata la collanina d’oro che aveva al collo uno dei ragazzini. Quest’ultimo intimorito si è tolto il monile dal collo e lo ha infilato nello zaino.

Alla scena ha assistito una donna e quando i due gruppetti sono scesi dal mezzo pubblico, all’altezza di via Soliman, lei ha fatto lo stesso e ha chiamato il 112. Un attimo prima che uno della gang si avventasse contro il proprietario della catenina prendendolo a calci. In pieno pomeriggio. La rapina non è riuscita per la tenacia dell’adolescente, che ha resistito con tutte le sue forze. Fino all’arrivo delle volanti, inviate dalla responsabile Maria Teresa Canessa.

Gli agenti hanno preso il rapinatore e i suoi complici, tutti denunciati per ricettazione (in tasca avevano altro oro e orologi di dubbia provenienza, ndr) dopo essere stati identificati negli uffici di via Diaz. Le forze dell’ordine hanno anche scoperto che i minorenni erano ospiti di un centro d’accoglienza. E che proprio davanti alla questura due di loro avevano aggredito un sessantenne.
Ma la doppia rapina a levante è solo uno dei tanti episodi, che vedono protagonisti profughi under 18 non accompagnati, successi nelle ultime 24 ore a Genova. Ieri mattina in via Berghini, zona Camaldoli, due sedicenni di origine nordafricana sono stati inseguiti da quattro volanti. Erano in sella a uno scooter risultato poi rubato. Andavano troppo veloce per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine.

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La fuga è durata poco perché uno dei due ragazzi è stato bloccato immediatamente, l’altro è stato trovato al pronto soccorso del San Martino, dove era andato per farsi medicare, poche ore dopo. Il proprietario del motociclo è stato avvisato dalla polizia dell’accaduto: non si era accorto di aver subito il furto.

I minori hanno impegnato anche i carabinieri. Quattro gli adolescenti, tutti ospiti di centri di accoglienza, che sono stati denunciati a piede libero dagli uomini dell’Arma. Due di origine marocchina con l’accusa di furto aggravato, perché hanno portato via a una donna la borsa con all’interno documenti e denaro contante; altri due, di origine marocchina uno ed egiziana l’altro, per ricettazione e indebito utilizzo di carta di credito.

La coppia ha rubato il portafoglio a un anziano. Sono stati presi perché hanno tentato di usare la carta della vittima. I carabinieri nei mesi scorsi hanno dato vita a una vera e propria task force coordinata dal reparto operativo, diretto dal colonnello Michele Lastella.

Nella squadra sono stati scelti militari dei nuclei operativi delle compagnie di Genova Centro e Sampierdarena e delle stazioni. Durante la sorveglianza, l’Arma ha fatto una sorta di censimento degli under 18 non accompagnati presenti in città. I carabinieri sono andati a cercarli nelle stazioni ferroviarie (a volte teatro di aggressioni o luoghi utilizzati per la fuga), nelle aree verdi, nelle zone di aggregazione dei giovani, ma anche nei centri commerciali e fuori dalle scuole. Per identificare più minorenni possibile. L’obiettivo era realizzare una banca dati da mostrare alle eventuali vittime per il riconoscimento.

Intanto continuano le indagini per identificare e denunciare i trenta ragazzini che si sono picchiati, armati di spranghe e bottiglie, in via San Vincenzo. La polizia per ora ha denunciato tre adolescenti che hanno partecipato alla rissa, per fare altrettanto con gli altri serve l’aiuto della tecnologia. In queste ore gli agenti della squadra mobile e delle volanti stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza.

A preoccupare gli inquirenti non è solo la guerriglia urbana scoppiata in pieno centro, ma anche la rapina successa un’ora prima in via XX Settembre.

In dieci hanno accerchiato un diciottenne e uno della gang, che poi è uno dei tre denunciati, 17 anni, lo ha colpito con un pugno sul naso fratturandolo. Quello di aggredire i passanti in gruppo è diventata una consuetudine. Un modus operandi. Sono molte le denunce di questo tipo e hanno come vittima gli anziani oppure i giovanissimi, categorie che hanno meno possibilità di difendersi o di reagire se assalite. Il bottino di solito sono collane d’oro, telefonini, portafogli.