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Migrante che ha spaccato naso e mandibola a turista è già libero: lei è all’ospedale

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È stato condannato a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) il 21enne iracheno con cittadinanza norvegese che nella serata di sabato in vicolo delle Grotte, zona Campo de’ Fiori, ha massacrato una ventenne.

Lo ha deciso il tribunale di Roma che dopo aver convalidato l’arresto ha applicato la pena sui cui il pm e il difensore avevano raggiunto un accordo.

Capito? Per loro fanno accordi.

La ragazza, che ha riportato una “frattura scomposta del setto nasale pluriframmentaria, un enfisema sottocutaneo in regione zigomatica destra, piccola soluzione di continuità della lamina paprica destra con bolle aree nello spazio retrubalbare” per una prognosi di 30 giorni, dovrà essere sottoposta a un intervento chirurgico all’ospedale Santo Spirito di Roma.

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Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, la vittima piangeva dal dolore e dallo spavento. “Aveva il viso tumefatto e le usciva il sangue”, ha spiegato in aula uno dei militari.

Per riuscire ad arrestare il colpevole, che nel frattempo si era allontanato e che non si trovava neanche nel B&B dove alloggiava assieme alla vittima, i militari hanno invitato il suo amico a convincerlo a tornare sul posto. “Sono arrivato in Italia con un amico e due ragazze. Ho pagato tutto per la vittima. Dormiamo insieme, lei era sempre nervosa”.

La Procura di Roma, nel capo d’imputazione, ha scritto che il 21enne ha agito “spingendola a terra e colpendolo con un forte calcio al volto”. Accuse confermate dall’imputato stesso, che in aula ha ammesso di aver colpito la ragazza ma non di essere scappato: “Volevo camminare per calmarmi. Sono arrivato in Italia con un amico e due ragazze. Ho pagato tutto per la vittima. Dormiamo insieme, lei era sempre nervosa”.

“La ragazza era in lacrime e in stato di agitazione”, ha continuato il carabiniere, “c’erano dei testimoni che sono stati sentiti”. La Procura di Roma, nel capo d’imputazione, ha contestato anche i futili motivi: “Dissidi per ripartizione spese vacanze”. La vittima non è ancora in condizioni di parlare con la polizia.

Lui libero e lei in ospedale. Così impara a frequentare certi animali.




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