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Quindicimila bimbi italiani restano fuori dagli asili perché ci sono i baby immigrati

Vox
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Gli italiani non fanno figli perché farli crescere costa troppo. E costa troppo anche e soprattutto ‘grazie’ alla presenza degli immigrati: si beccano tutte le case popolari, i sussidi e i posti negli asili. Poi provate a non essere della classe medio-alta e crescere dei figli.

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Sono 15.639 i posti che mancano all’appello negli asili nido di 17 regioni italiane per raggiungere l’obiettivo minimo del 33% di tasso di presa in carica. Per colmare questo gap, sono state assegnate risorse a 4.974 Comuni per il tramite di un decreto emanato dal Viminale di concerto con il Mef, il ministro dell’Istruzione, il ministro per il Sud e la Coesione territoriale e il ministro per la Pari opportunità e la Famiglia. La pubblicazione della norma è stata resa nota sulla Gazzetta Ufficiale il 29 luglio 2022 attraverso un comunicato del ministero dell’Interno. A rilevarlo è il Centro Studi Enti Locali (Csel) in un’elaborazione per Adnkronos.

E quando provi ad intervenire, arriva la Consulta:

Vox

Consulta contro legge Veneto perché favorisce italiani in Asili Nido

Il prossimo Parlamento, se la destra avrà i due terzi, deve smantellare la Consulta e riscrivere la Costituzione in senso nazionalista. E’ tempo.




6 pensieri su “Quindicimila bimbi italiani restano fuori dagli asili perché ci sono i baby immigrati”

  1. Anziche’ mandarli a scuola forse e’ meglio insegnargli a combattere sia gli invasori che i traditori infami.

    1. Tempo fa, il preside di una scuola veneta, mi pare fossero le medie inferiori, inseri’ tra le attivita’ sportive il tiro a segno, da eseguirsi con attrezzi ad aria compressa di limitata potenza (non ‘armi’, che sono ben altro); ossia, qualcosa che un tempo era pratica quotidiana tra i ragazzini. Scoppio’ un casino: “si addestrano i bambini alla guerra!”, e giu’ fotografie di bambini africani con in fucile – quello vero – in mano; “e’ inaccettabile fomentare la violenza!”, e via delirando. Mi capito’ in un negozio di giocattoli di sentire piu’ di una mammina, ma anche qualche papa’ minchione, rifiutare l’acquisto di un’arma giocattolo perche’ ‘istiga alla violenza. Quello stesso negozio vendeva videogiochi dove il sangue, sia pure virtuale, scorre a fiumi. Uno di quei giochi consisteva nell’assumere il ruolo di un boss criminale, e scalare i vertici delle gerarchie ed eliminare boss avversari e poliziotti che si fossero in mezzo. Ora, le chiedo: ritiene che quella generazione sia idonea a maneggiare qualcosa che non sia un mouse?

      1. No, proprio a causa di genitori idioti che inorridiscono perfino davanti a Pippo.
        Parlavo di crescere cosi’ i figli di chi non ha il paraocchi e si rende conto della distopia in cui ci hanno fatto precipitare.
        Io sono cresciuto guardando Rocky Joe, l’uomo tigre, Bem il mostro umano, Kenshiro, Babil Junior, Judo boy, Sam il ragazzo del west…giocavo con la Condor, avevo cerbottana e fionda, fucile ad aria compressa, robot e astronavi in metallo, quelli della Popy, Takara ecc…e mica sono un serial killer!I miei giochi du societa’ erano Brivido, il pozzo e il pendolo, Risiko, saltaragno e ho letto commenti di “genitori” furiosi xche’ questi giochi erano horror, violenti…IDIOTI!!!
        Hanno fatto la guerra a tutto cio’ che era normale ma col cazzo che sono riusciti ad eliminare tutto!😁
        Io ho un’arca di tutte queste cose e tramando…

  2. A me le armi giocattolo non piacciono e se per questo condivido pure che ci sono videogiochi più violenti delle stesse. Comunque il prossimo sport che farò praticare a mio figlio, dovuto anche al suo disturbo, sarà jujitsu, consigliato vivamente dalle sue terapiste: aumenta la concentrazione e ti impari a difendere, aggiungo io.

    1. Suggerisco kung fu e tai chi, meditazione, energia interiore, controllo di corpo e mente inoltre il kung fu racchiude tutte le arti marziali.

      1. Grazie Zorro, ne terrò conto 😉. Comunque se volete sapere gli asili nido comunali dei piccoli paesi, sono gestiti da cooperative ed alle famiglie italiane, chiedono sui 600,00€ al mese, ti chiedono l’isee per pagare meno , ma alla fine paghi. L’asilo parrocchiale che ha frequentato mio figlio spendevo esattamente la metà, ecco perché la maggior parte dei bambini li mandano là. 600,00€ al mese sono un mutuo. Il resto lo ha già detto l’articolo. La denatalita’ è favorita anche da politiche lavorative schifose, tipo: dimissioni in bianco, contratti a tempo determinato e difficilmente come diceva Renzi, sei assunto a tempo indeterminato, dopo i tre anni, pensionamento in età avanzata…. Tutte queste norme studiate a tavolino dai sinistrati ed i vuoti mancanti riempiti, con popolazione d’importazione, tanto voluta da lady turbante.

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