I soldati della mafia nigeriana traghettati in Italia dal Pd marciano su Civitanova

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I nigeriani oggi marceranno su Civitanova, senza vergogna. Solo perché uno di loro ha fatto una brutta fine dopo avere molestato una donna con richieste insistenti di soldi. Ma non sono scesi in piazza per Pamela.

E non scendono in piazza per le migliaia di loro connazionali che spacciano e fanno a pezzi le ragazzine. Chissà quanti soldati della mafia nigeriana scenderanno in piazza a Civitanova.

Di certo, oggi la mafia nigeriana marcia simbolicamente su Civitanova. Perché con il vittimismo sparso a reti unificate dopo la morte del questuante molesto, loro potranno agire ancora più impunemente.

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La tratta degli esseri umani gestita dalla mafia nigeriana ha diverse finalità. Tutte mostruose. Lo spaccio per gli uomini, lo sfruttamento delle schiave del sesso, per le donne, e il traffico di organi che coinvolge sia uomini che donne. Tutti, ovviamente, sono arrivati coi barconi e le navi delle ong.

Non è quindi sorprendente che uno di loro abbia fatto a pezzi Pamela.

E su questo ha lavorato anche una task force internazionale che ha visto impegnate l’Fbi e la Polizia italiana con il coinvolgimento anche di altre polizie europee e non solo.

Questo perché così ci ha ridotto il PD:

Mafia nigeriana, centomila affiliati in Italia: arrivati coi barconi

Castel Volturno è una città caduta nelle mani delle bande nigeriane che controllano prostituzione e traffico di droga. Tempo fa, in zona, un africano ha stuprato un’anziana vedova italiana in casa sua: di notte. Pochi mesi fa una donna è stata violentata, sempre da un africano, per strada.

Raccontano che quando un «ovulatore» non riesce ad espellere la droga che ha ingerito, viene ucciso a coltellate (per evitare rumore di arma da fuoco), poi lo stesso coltello viene utilizzato per estrarre gli ovuli di droga dalle viscere. Subito dopo il corpo viene ridotto a brandelli e dato in pasto agli animali, per «cancellarlo».
E’ la mafia nigeriana che abbiamo importato sui barconi.

E che a Castel Volturno ha la sua base europea, nelle ville che la borghesia napoletana costruì ai tempi del sogno della riviera romagnola in Campania e che oggi ha abbandonato perché il sogno è diventato un incubo.

I boss – come il padre della discobola – hanno un regolare permesso di soggiorno e un regolare contratto di affitto, tutti mandano i figli nelle scuole italiane e vanno al supermercato dove si servono anche i pochi italiani: l’unica regola da seguire è «non dare nell’occhio», rispettare tutte le formalità richieste dal territorio, evitare di ritrovarsi in assembramenti o essere coinvolti in risse perché per «fare i soldi» bisogna essere invisibili.

Poi, ovviamente, ci sono i 15mila clandestini. Che sono il loro esercito. Insieme alle migliaia di regolari e, ultimi arrivati, i richiedenti asilo che hanno fatto arrivare sulle navi delle Ong in questi anni.

Castel Volturno, disse un volontario di Gino Strada, è “il futuro dell’Europa”. Un pezzo di Nigeria con zone dove gli italiani non possono entrare: troppo pericoloso.

Ecco, se non fermiamo l’immigrazione, e quindi prima dobbiamo mettere fuorilegge le organizzazioni che li sostengono sul territorio rilasciando ‘libretti sanitari’, l’Italia del futuro sarà un enorme Castel Volturno: un incubo nigeriano.

Perché se importi africani, il tuo territorio diventa Africa. La qualità della vita la fanno le persone che abitano un posto, non la latitudine al quale quel posto si trova.

Castel Volturno ci dice che cosa può diventare l’Italia. E’ tempo di ripristinare l’ordine. Di riprenderci questo pezzo d’Italia casa per casa. Per dimostrare alla mafia nigeriana che l’Italia non diventerà la loro Nigeria in Europa. Ma, ovviamente, prima dobbiamo estirpare il cancro rosso da Roma. E dal Vaticano.

Biancalani, la parrocchia è una discoteca africana.

Se non fosse lui un prete e il luogo una chiesa la cosa sarebbe anche comica. Invece è tragica:




5 pensieri su “I soldati della mafia nigeriana traghettati in Italia dal Pd marciano su Civitanova”

  1. “E’ la mafia nigeriana che abbiamo importato sui barconi.”
    Il termine di cui sopra non è assolutamente esatto,e NON rispecchia la volontà ne il libero arbitrio degli italiani.Riserviamolo piuttosto al quegli stronzi Pidioti,a cominciare da Ochetto per finire poi a l’ultimo.Quello più grosso.

  2. In verità vi dico, stiamo assistendo solo ai prodromi della guerra razziale che verrà.
    Se non avvenisse, sarebbe semplicemente perché il numero da un lato, e l’arrendevolezza dall’altro, sotto forma di falsa democrazia, gli consegnerebbe il potere in toto, ma questo non significherebbe tranquilla vita dopo che gli hai dato tutto.
    Perché oltre il potere c’è ancora tanto da richiedere ad un popolo che ha rinunciato a difendersi. Le sue proprietà, tanto per cominciare, gli stessi corpi, può suonare strano, ma per secoli le razzie barbaresche che spopolarono le coste italiane esigevano i corpi delle persone, non i loro beni che erano scarsi.
    Infine può esigere un’altra cosa, che è l’umiliazione costante. Nel corano, del resto, sono previste molte forme di umiliazione anche nella vita di tutti i giorni, come lo scendere dal marciapiede, il donare i propri abiti al primo musulmano che passa, se questi lo esige, la non validità della propria testimonianza in tribunale, se si subisce un torto da un musulmano, e molto altro. Tutte queste umiliazioni sono attestate per i popoli del mediterraneo che subirono l’invasione nel VII e VIII secolo, tant’è che finirono per convertirsi quasi tutti. A ciò, aggiungente che l’educazione degli ultimi decenni ha instillato un odio atavico verso i bianchi, causa di ogni male, di ogni sofferenza storica, vera o presunta, verso i popoli neri.
    Sarà un bagno di sangue, e sempre più spesso, come in Francia, si preferirà lasciar correre i criminale di colore, per non scatenare le rivolte, che avverranno comunque, e si puniranno in maniera esemplare: unim castigabis, centum emendabis, i bianchi che causeranno qualche torto, anche qui, vero o presunto, l’importante sarà la percezione di esso, alla comunità nera.
    Ma voi cosa preferireste tra il sangue versato, che ci sarà comunque, in una guerra regolare, che sicuramente i bianchi, anche se in inferiorità numerica, come sempre del resto storicamente, hanno le carte in regola per vincere, grazie a forza d’animo, determinazione, creatività, intelligenza, disciplina, tutte qualità che mancano in tutto o in parte alle altre razze, o nella resa cui seguirebbe un genocidio?
    Non credo alla fine i ‘culi’, quelli dell’edonismo spietato dimentico di tutto, prevarranno su chi persevera in una ferrea morale, anche se ora sono i primi a guidare la cultura, l’economia, e quindi la politica.

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