Civitanova, uno faceva l’operaio e l’altro pretendeva soldi senza lavorare – FOTO

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Di quanto accaduto a Civitanova Marche sono state dette tante cose, tranne mettere in evidenza una delle poche cose certe che sappiamo sui due protagonisti.

L’italiano Filippo Ferlazzo lavorava come operaio in una ditta locale. Era un lavoratore, magari con problemi psichici, ma lavorava. L’altro, quello che è morto, il nigeriano Akila, ‘vendeva fazzolettini’: ergo, era il solito abusivo africano che molesta i passanti con la richiesta ossessiva di elemosina. Traffico notoriamente gestito dalla mafia nigeriana.

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Quindi, al di là di quanto accaduto, e di cui si occuperà – siamo certi in questo raro caso in modo puntuale – la magistratura, è la solita storia del lavoratore italiano e del parassita straniero. Perché questo è chi pretende di vivere alle spalle degli altri.

Può anche capitare che io, lavoratore che mi faccio il culo dalla mattina alla sera per pagare le tasse, sia anche un po’ incazzato quando incontro il solito africano che pretende soldi e prende la mia fidanzata per il braccio. E poi, se mi chiamo Ferlazzo e ho qualche problema, tu muori.

E la colpa di tutto questo è dei politici di sinistra. Perché il nigeriano non doveva neanche mettere piede in Italia.