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Civitanova, Alika era un vu cumprà che viveva elemosinando

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Secondo i media viveva vendendo ‘fazzoletti’ ed elemosinando.

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Alika, 39 anni, viveva a San Severino da quando, nel 2016, aveva dovuto lasciare Tolentino dopo il sisma del 2016. Sposato con Charity, la coppia ha un figlio di 8 anni. Con loro, nella casa di San Severino vivevano anche il fratello di Charity e la nipote di Alika, figlia della sorella.

La mattina il 39enne prendeva il treno e andava in giro, a volte a Macerata, altre a Civitanova, a vendere un po’ di merce (calze, piccoli oggetti) o se uno non comprava chiedeva magari un euro o due per mangiare e aiutare la sua famiglia.

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Come facesse a far mangiare Charity con l’euro di elemosina sfugge alla nostra comprensione. E come facesse a fare la questua senza il permesso della mafia nigeriana anche.

E, badate bene: lui vendeva senza scontrino. Perché a loro è permesso. Non ambulante, come millantano i media, ma abusivo. Per questo doveva morire? No. Ma per questo non doveva essere in Italia.

Resta il fatto che questi sono tutti individui che ad una certa età prenderanno la pensione sociale senza avere mai versato contributi. Altro che pagarla a noi. Cosa ci faceva Alika in Italia? Abbiamo bisogno di nigeriani che campano chiedendo – esigendo e molestando – l’elemosina nelle nostre città? E’ questo il futuro che volete?

Ci avevano promesso macchine volanti e viaggi interplanetari, abbiamo monopattini e nigeriani. Qualcosa, troppo, è andato storto.




3 pensieri su “Civitanova, Alika era un vu cumprà che viveva elemosinando”

  1. In sostanza uno che qui in Italia non aveva titolo a starci e che creava solo inutile sovrappopolazione. Come tutti i ne(g)ri, chiaramente, rubava l’aria agli altri.

  2. Solo x foraggiare il silos che aveva x moglie gli servivano le derrate della Fao, diciamo che girava a rompere il cazzo x sport e comunque ripeto che quel ragazzo ha lottato x la vita, se non lo uccideva lui sarebbe stato il necro ad ucciderlo ed ora e’ rovinato, lo getteranno in cella e sparira’ come il povero Traini.
    Non biasimatemi se ho abbracciato la bandiera russa, il tricolore mi fa troppo schifo.

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