Profugo africano sgozza tre ragazzi: morti per avergli impedito di stuprare due bambine

Vox
Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
Nella foto in alto l’immagine che descrive perfettamente l’integrazione: l’africano esige carne bianca, al rifiuto ammazza tutti.

“L’indagine ha consentito di precisare che i fatti sono iniziati a seguito dell’aggressione sessuale di due giovani da parte del profugo”, precisa il pm. In un primo momento allontanato, è tornato armato di coltello per sferrare colpi mortali a tre giovani di 16, 18 e 20 anni che avevano difeso le ragazzine.

Altre tre persone sono state ferite più leggermente dalla stessa arma.




9 pensieri su “Profugo africano sgozza tre ragazzi: morti per avergli impedito di stuprare due bambine”

  1. L’altro ieri il caso della bambina svedese di 9 anni… oggi questo, la furia e la libidine dei maschi africani non ha limiti, c’è qualcosa che non va in loro perché non è possibile che ogni santo giorno ci deve essere una notizia di qualche abominio commesso da loro, e poi i buonisti si sorprendono se ci sono i “razzisti” che odiano gli africani.

    1. I buonisti sono dei coglioni allucinanti.
      Un giorno la loro patologia mentale sarà oggetto di studio della Psichiatria.

      1. Il ”buonismo”, inteso come il fardello dell’uomo universalista, ha radici profonde.

        ://www.ilprimatonazionale.it/politica/ius-scholae-fa-schifo-va-detto-forte-chiaro-237771/

        Il Primato nazionale, l’organo di stampa di Casa Pound, non prende completamente le distanza dal conferimento agli stranieri della cittadinanza:
        Intendiamoci: nel corso della storia, ogni comunità politica ha sempre previsto meccanismi di inclusione dello straniero. Come disse giustamente Berto Ricci, missione di Roma, faro della nostra civiltà immemoriale, «non è quella di contrapporsi ai barbari ma di farli cittadini».

      2. I fascisti NON erano/sono nazionalisti.

        ”Niente è così stupido e poco italiano come l’intolleranza, il disprezzo preconcetto verso gli stranieri, e il volersi chiudere nel guscio.”
        Lo scrittore italiano, Ciarrapico, Roma, 1984, p. 23.
        È il pensiero di un esponente del piddì? No, è di Berto Ricci, un fascista.

        Le radici della decadenza sono nel fascismo, ovvero nell’universalismo.
        Fascisti e piddini sono tutti universalisti.
        Due facce della stessa medaglia, con questa differenza:
        gli odierni imperialisti all’ideologia tradizionale dell’unificazione mediante la sottomissione del diverso, hanno sostituito l’ideologia dell’unificazione mediante l’accoglimento del diverso.

        E ancora: ”A questo nome d’italiano io non credo debba assegnarsi un significato di nazionalismo stretto, anzi all’opposto un suono imperiale e di generosa umanità [buonismo]. Non sta agli uomini di Mussolini essere nazionalisti, come sono i galli degenerati [i galli non erano né sono nazionalisti]: né si può fondare e spargere una civiltà se non si è universali.” pagina 19.

        Secondo Berto Ricci il fascismo è ”un moto cosmopolita come sono le cose d’Italia, assimilatore e unificatore di popoli”, la cui missione ”non è quella di contrapporsi ai barbari ma di farli cittadini.”
        Manifesto realista, L’Universale, 10 gennaio 1933.

        Da notare: intolleranza e disprezzo preconcetto verso gli stranieri definiti barbari, barbari da assimilare da acculturare da far progredire.

  2. Seriamente… abbiamo un problema con i maschi africani, c’è qualcosa che non va in loro, altrimenti non si spiegherebbero certi crimini OGNI giorno.

    1. Si, abbiamo un problema, con due aspetti: gli africani in se’, e chi li importa, li accoglie, li patricina, insegna loro i ‘diritti’. La parola ‘diritto’, probabilmente non esiste in alcun vocabolario africano presente e passato: e a loro sembra il bengodi, sorretti dalla esatta percezione di impunita’, corroborata dalla loro mentalita’ predatoria, derivante dalla loro ‘cultura’ tribale che li porta ad essere in lotta col vicino. Ricordate i Tutsi e gli Hutu? Si sono affettati col machete: e meno male che erano entrambi africani; pensate – ma la cronaca ce ne da’ riprova – come vedono i bianchi. Infine, l’islam fa il resto: “colpiteli dunque sulle nocche e sulle giunture, e gettateli in catene!” (Corano, Sura del bottino).

    2. L’essere apolidi, l’essere quindi in un ambiente estraneo – nel quale, in quanto estraneo, non si riconoscono – elimina ogni freno inibitorio.

      Ci siamo riempiti di milioni di schegge impazzite.

      Se nel loro ambiente, nel quale si riconosco perché abitato dai loro simili, commettono quei massacri, nel nostro pervertito che cosa faranno?

      L’apolidia rende violentissimi e/o debolissimi. L’apolide può soffrire (ebrei nei campi di sterminio) o inflig gere (Soros, Kabobo) violenza improvvisa ineluttabile gratuita.

      ”Agli occhi di molte correnti del movimento sionista, la caduta di Masada sigillava in maniera simbolica più di duecento anni di storia del popolo ebraico, dalle guerre di indipendenza sotto la guida dei Maccabei alla conquista romana, culminata con la distruzione del Tempio e la successiva diaspora. La vicenda di Masada serviva da cesura ideale tra la sicurezza data da uno stato autonomo, quando il popolo ebraico era stato padrone del proprio destino, e la caducità della diaspora, in cui gli Ebrei per duemila anni sono stati vittime di persecuzioni e massacri culminati nella Shoah.
      La caduta di Masada simboleggiava la fine dell’indipendenza ebraica. La rocca di Erode assurgeva a simbolo collettivo della volontà del movimento sionista di rinnovare la creazione di uno stato ebraico nella Terra di Israele, proposito che si sarebbe realizzato solamente nel 1948. Idealmente, i fondatori del sionismo si collegavano ai protagonisti delle sfortunate rivolte contro i Romani e, scavalcando duemila anni di dispersione, ne assumevano l’eredità. I valori libertari di eroi vissuti duemila anni prima divennero la fonte di ispirazione dei pionieri, gli haluztim. Per creare una nuova società egualitaria e dare agli Ebrei di tutto il mondo una patria, essi erano venuti dalle inospitali lande dell’Europa orientale, dove era endemico l’odio per l’ebreo, eterno diverso e straniero nella terra che abitava.”

      Samuele Rocca, Mai più Masada cadrà. Storia e mito della fortezza di Erode, Salerno Editrice, 2021, pagina 11.

      Dovunque gli Ebrei giungessero, sconosciuti, soffrivano violenza improvvisa ineluttabile gratuita, poiché privi, in quanto apolidi, di protezioni.

      ://www.youtube.com/watch?v=BMcTg_GgPGQ

      Dobbiamo guarire dalla pazzia di Orosio, il quale, subito dopo essere fuggito in Africa dall’invasione visigotica dell’Iberia, si dichiarò orgogliosamente apolide:
      «L’ampiezza dell’Oriente, l’abbondanza del Settentrione, la vastità del Meridione, le fertilissime e sicurissime sedi delle grandi isole hanno le mie leggi e il mio nome, poiché romano e cristiano giungo tra romani e cristiani. Non temo gli Dèi di chi mi ospita, non temo la sua religione come mia morte, non ho luogo di cui temere, dove il padrone possa perpetrare ciò che vuole e lo straniero non possa compiere ciò che conviene, dove ci sia un diritto dell’ospite che non sia anche il mio. Un unico Dio, che ha voluto quest’unità del regno per i tempi in cui gli è piaciuto manifestarsi, da tutti è amato e temuto; le medesime leggi, sottoposte a un unico Dio, regnano ovunque; dovunque giungerò, sconosciuto, non avrò da temere violenza improvvisa come chi è senza protezione. Tra romani, come ho detto, romano, tra cristiani cristiano, tra uomini uomo, mi appello allo Stato in base alle leggi, alla coscienza in virtù della fede, alla natura in nome dell’uguaglianza.»
      Storie contro i pagani, V, 2, 3-6.

      Dobbiamo guarire dal culto dell’apolidìa.

      ”La banlieue ha inoltre già una sua mitologia cinematografica di film furbetti sulla violenza poliziesca nelle periferie, da L’odio di Mathieu Kassovitz (1994) a I miserabili, di Ladj Ly (2019). Curiosamente, in queste pellicole non si vedono mai nordafricani fracassare di botte un povero cristo bianco che ha incrociato il loro sguardo su un bus (lo psichiatra infantile Maurice Berger, in Sur la violence gratuite en France, ha dimostrato che nell’Esagono avviene un atto di violenza gratuita ogni due minuti, in gran parte per mano di adolescenti di origine magrebina).”
      Adriano Scianca, Se li coccoli gli immigrati straripano. L’esempio della Francia lo dimostra, La Verità, Venerdì 10 Giugno 2022, pagina 14.

      Siamo stati invasi da milioni di Amon Goeth.
      Siamo vulnerabili a violenze improvvise ineluttabili e gratuite.
      Siamo apolidi.
      L’Europa occidentale è una nuova Plaszow, una nuova Ausch witz.

      Ambuliamo, sconosciuti, nella nostra stessa patria o in quel territorio che fu la nostra patria.
      ”Tu te ne vai a spasso per la tua patria,
      o meglio, non in patria,
      perché la patria l’hai perduta.”

      Gerolamo, Epistole.

      Siamo molto più erranti dell’Ebreo errante.
      Siamo in una condizione molto peggiore di quella in cui e per cui gli Ebrei sono stati annientati.

I commenti sono chiusi.