Prete africano uccide donna italiana, la famiglia chiede risarcimento al Vaticano

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Chiunque tolga dei soldi a questi assassini dell’identità italiana ha il nostro appoggio. Questo detto: se una deficiente è tale, non è colpa del Vaticano.

Certo, la società dovrebbe proteggere i deficienti dai propri errori e dai cattivi, ma questa è la società della totale libertà individuale, che poi è menefreghismo verso l’altro spacciato per tolleranza. Quindi, di cosa vi lamentate?

I familiari di Guerrina Piscaglia, scomparsa nel 2014, chiedono risarcimenti per quasi un milione di euro a padre Gratien Alabi, alla diocesi di Arezzo-Cortona-San Sepolcro e ai Canonici regolari premostratensi, l’ordine del religioso congolese condannato in via definitiva a 25 anni di reclusione per l’omicidio e l’occultamento del cadavere della donna.

Le sorelle e le nipoti di Guerrina, assistite dagli avvocati Chiara Rinaldi e Maria Federica Celatti hanno depositato un atto di citazione al tribunale civile di Arezzo, dove il 24 novembre è fissata un’udienza della causa.

Padre Graziano condannato in Cassazione: “È razzismo”

La donna sparì da Cà Raffaello (Arezzo), località di Badia Tedalda tra Toscana e Emilia-Romagna. il primo maggio 2014.
Secondo la citazione la responsabilità va accertata in solido tra padre Graziano, attualmente detenuto a Rebibbia, la diocesi e l’ordine di appartenenza. “L’abito talare – scrivono gli avvocati – fu una vera e propria conditio sine qua non della relazione sessuale prima e dell’evento morte poi” poiché “pose padre Graziano nella condizione di poter più agevolmente compiere il fatto dannoso”. Inoltre il vescovo, che aveva la facoltà di rimuovere il frate assegnato alla parrocchia, essendo peraltro stato informato della relazione da una lettera di una parrocchiana, avrebbe dovuto attivarsi in tal senso, “conscio della pericolosità della relazione” tra Alabi e Guerrina.




3 pensieri su “Prete africano uccide donna italiana, la famiglia chiede risarcimento al Vaticano”

  1. E perché mai un ne(g)ro che si fa prete dovrebbe essere casto rispetto ad uno che non lo è? Non lo sono molti preti bianchi, figuriamoci.

    A fine maggio, è morta mia nonna, e ho notato che nella parrocchia in cui hanno fatto i suoi funerali, il prete è un ne(g)ro. Per rispetto di Cristo mi sono fatto il segno della croce, e per rispetto di mia nonna ho presenziato, ma non ho partecipato alla messa per principio, in quanto recitata da un ne(g)ro. Anzi, poco prima della fine sono uscito perché disgustato dalla sorpresa. La sostituzione razziale sta avvenendo in ogni ambito. Ma non mi stupisce questa cosa, visto che tra i danni fatti dal CVII vi è stata anche la “terzomondizzazione” della Chiesa di Roma. Infatti, furono aperte le sedi vescovili in Africa. Come se Cristianesimo e “cultura” africana possano coesistere.

    Dei ne(g)ri non bisogna fidarsi mai, neanche se sono preti. Sono sempre pronti a puntare la donna bianca per congiungersi sessualmente. Gli unici ne(g)ri di cui ci si può fidare sono solo quelli castrati.

    1. Ho cambiato piu’ parrocchie,ma non per il prete ne(g)ro;
      perchè per certi parroci globalari la Santa Messa è occasione per propagandare il verbo immigrazionista.

      1. Quello sicuramente. Sono tutti dei novelli Don Milani. Il sacerdote mezzo ebreo padre della “teoria della liberazione”, cioè un eretico. Progressista schifoso.

I commenti sono chiusi.