Stato italiano razzista contro italiani: la vita di Willy vale più di quella di Filippo

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Lo Stato italiano e le sue burocrazie si confermano razziste:

Ergastolo a chi uccide l’immigrato Willy, solo 7 anni agli immigrati che hanno ucciso l’italiano Filippo

Un razzismo che è peggiore perché è odio di sé. Ci sono forme diverse di razzismo, una positiva, che discrimina l’invasore e una, negativa, che discrimina l’invaso. L’autorazzismo è una forma di patologia mentale. Lo Stato italiano è patologicamente malato.

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E i giornali fanno parte di questo razzismo istituzionale. Per Filippo nessuna prima pagina. Andate a controllare: ucciso il 14 agosto, nei giorni seguenti ne hanno parlato solo i giornali locali.

Che schifo. Che oscena ed evidente manipolazione della realtà ad uso e consumo politico. E’ vero che l’evento di un immigrato ucciso (deve ancora esserci il processo) da italiani è talmente raro da scatenare gli istinti più sciacalloidi dei pennivendoli italiani, ma questa marchiana differenza di trattamento grida vendetta.

E dice solo una cosa: la vita di Filippo, come quella di Pamela e delle miriadi di vittime italiane degli immigrati, non vale nulla per i giornalisti italiani. Vale sicuramente meno di quella di Willy. Di cui, sia detto chiaramente, al di là dell’utilizzo mediatico che possono farne, a loro frega nulla.

Giustizia per Pamela. Giustizia per Desirée. Giustizia per Filippo. Giustizia per Stefano. Giustizia per tutti gli italiani assassinati dai nostri ospiti. Per loro niente aggravante razziale. Questo è razzismo. Tutte le vite contano. Anche quelle degli italiani. O no?

Per i giornali ‘italiani’ no. Del branco di albanesi che ha massacrato e ucciso investendolo due volte Filippo, non avete nemmeno parlato. Nessuna prima pagina. Nessun articolo di condanna. Nulla. Niente. Come quello che voi siete: un nulla nel niente della vostra vergogna.

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Per i giornali italiani la vita di Filippo vale meno di quella di Willy

Tutti liberi immigrati che hanno ucciso Filippo a calci e pugni: e i media nascondono i loro volti




2 pensieri su “Stato italiano razzista contro italiani: la vita di Willy vale più di quella di Filippo”

  1. ”Ci sono forme diverse di razzismo, una positiva, che discrimina l’invasore e una, negativa, che discrimina l’invaso.”

    Sono d’accordo.

    Secondo Giacomo Leopardi:

    «Dovunque si è trovato amor vero di patria, si è trovato odio dello straniero.»
    Zibaldone, 880.

    «La società non può sussistere senz’amor patrio, ed odio degli stranieri.»
    Zibaldone, 892.

    Tuttavia non dev’essere mischiato all’universalismo, non deve degenerare nella truculenta pazzia di Plinio il Vecchio, Giovanni Papini e Berto Ricci.
    Dobbiamo liberarci una volta per tutte del fardello dell’uomo universalista, di questa mortale zavorra che ci scaraventa all’inferno, che c’impedisce di volare e raggiungere il Cielo.

    «e ancora altre erbe da altre zone: erbe che vengono importate ed esportate in ogni parte del globo a beneficio della salute degli uomini, grazie alla sconfinata maestà della pace romana, che fa conoscere tra loro non solo gli uomini di terre e stirpi diverse, ma anche le montagne e le loro cime che sconfinano nelle nubi, e i loro prodotti, e anche le erbe!»
    Plinio il Vecchio, Storia naturale, III, 20-7.

    «La terra [l’Italia] che è figlia e al tempo stesso madre di tutte le altre terre, prescelta dagli dèi per rendere più luminoso il cielo stesso, per riunire imperi divisi, per addolcire i costumi, per unificare, con la diffusione della sua lingua, i linguaggi discordi e rozzi di tanti popoli e portare la cultura all’uomo e divenire in breve tempo l’unica patria di tutti i popoli di tutto il mondo
    Plinio il Vecchio, Storia naturale, III, 38-40.

    Da questi brani di Giovanni Papini si evince molto bene l’errore, dalla cui correzione dipende la Salvezza d’Italia:

    ”Civiltà italiana non vuol dire xenofobia cinese nè particolarismo provinciale. L’Italia ha superato il puro Nazionalismo [ossia il vero Nazionalismo] per giungere all’Impero; ha dato a ogni popolo, colla Chiesa la luce della fede e col Rinascimento la luce dell’arte.
    Di tribù disperse e di nazioni stanche, di popoli silvestri e di relitti d’imperi fece altrettanti convitati della «Civitas», associati alla sua grandezza; i ribelli ricondusse all’intelligenza della legge, gli eretici alla pace dell’unità, i tiepidi all’incendio dell’amore. Non a caso la metropoli della religione universale fu designata e stabilita nel centro medesimo di questa terra che non è soltanto la patria nostra ma di tutti coloro che credono nella verità divina e nella grandezza umana.
    […]
    uno dei segreti dell’anima unitaria e universalista del popolo italiano.”

    Italia mia, Vallecchi, Firenze, 1941, pagine 51-3.

    ”Perchè lo spirito italiano fu portato sempre a sentire e a pensare universalmente, ad assumere missioni europee o addirittura terriane. Gl’imperatori accordarono la cittadinanza romana ai popoli più lontani; la Chiesa Romana ha sempre voluto esser cattolica cioè universale
    Ibidem, pagina 140.

    ”Niente è così stupido e poco italiano come l’intolleranza, il disprezzo preconcetto verso gli stranieri, e il volersi chiudere nel guscio.”
    È il pensiero di un esponente del piddì? No, è di Berto Ricci, un fascista, espresso in Lo scrittore italiano, Ciarrapico, Roma, 1984, p. 23.

    E ancora: ”A questo nome d’italiano io non credo debba assegnarsi un significato di nazionalismo stretto, anzi all’opposto un suono imperiale e di generosa umanità. Non sta agli uomini di Mussolini essere nazionalisti, come sono i galli degenerati: né si può fondare e spargere una civiltà se non si è universali.”
    Ibidem, pagina 19.

    Secondo Berto Ricci il fascismo è ”un moto cosmopolita come sono le cose d’Italia, assimilatore e unificatore di popoli”, la cui missione ”non è quella di contrapporsi ai barbari ma di farli cittadini.”
    Manifesto realista, L’Universale, 10 gennaio 1933.

    Da notare: intolleranza e disprezzo preconcetto verso gli stranieri, definiti barbari.
    Barbari ai quali dar loro la cittadinanza al fine di assimilarli, di acculturarli, di farli evolvere.

  2. L’italia e’ ricchissima di monumenti, di storia…varrebbe la pena decastare tutto con le atomiche x far fuori questi vermi traditori e tutte le loro luride scimmie?Io attiverei il lancio senza pensarci 1 secondo e lo farei con una gioia infinita, godrei ogni secondo del viaggio ipersonico dei missili.Devono sparire dall’universo.Maledetti!!!!

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