Immigrati occupano tremila case popolari: banlieus islamiche a Milano

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E da lì partono per stuprare in piazza Duomo. E non solo.

Non solo quelle che rubano ‘legalmente’ per le demenziali regole che permettono a stranieri di avere case popolari, come del resto il reddito di cittadinanza, ma ne occupano anche abusivamente quasi quattromila. Solo a Milano!

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Il frutto di un’accoglienza senza regole permette a molti clandestini, ad esempio, di occupare la cascina di Crescenzago. L’edificio in questione, uno stabile di dimensioni enormi, sorge all’angolo tra Via Meucci e Via De Notaris a poche centinaia di metri dal naviglio della Martesana. Lo stabile è abbandonato da anni ed è oggetto, da tempo, di occupazioni abusive. Ci sono immigrati di ogni etnia, tra cui molti nordafricani senza documenti. Tutti possono entrare per poi adattarsi a vivere nel degrado e nella sporcizia, come topi. A Sala non interessano. L’integrazione è diventata una parola proibita. Sono decine gli stabili abbandonati che sono stati occupati dagli immigrati e molti di questi versano in condizioni di fatiscenza tali che rischiano di crollare da un momento all’altro, spesso di proprietà del Comune.

In una inchiesta Repubblica rende noti i numeri di abusivi nelle case popolari. “Ci sono caseggiati dove un appartamento su due, o anche di più, è abitato da chi non ne ha diritto: da San Siro a via Gola, passando per il Gallaratese e per Baggio, la mappa delle occupazioni abusive negli edifici popolari della città restituisce ancora numeri consistenti.

Sono le banlieus islamiche milanesi dove vengono allevati i ‘rapper nordafricani’ e i loro fans. Criminali che vogliono prendersi casa nostra.

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Sono 3.841 su 62.300 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica che, ad oggi, sono abitati illegalmente: oltre il 6 per cento del totale. La quota più consistente è in capo ai complessi gestiti dall’azienda regionale Aler dove le occupazioni sono 3.205 su 34.226 alloggi, mentre nelle case di proprietà comunale amministrate da Mm ci si “ferma” a quota 636 su 28.074.. Numeri che variano da quartiere a quartiere, toccando punte allarmanti come nel caso di via Quarti, al confine nord di Baggio, accanto al parco delle Cave, o del fortino di via Gola, dietro al Naviglio Pavese dove si sfiora il 40 per cento ancora in via Bolla, al Gallaratese, dove siamo al 30 per cento circa.

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In percentuale va un po’ meglio a San Siro, anche se in numeri assoluti il quadrilatero di vie che incorniciano piazzale Selinunte resta uno dei buchi neri delle periferie milanesi. Tra via Paravia, via Civitali, via Ricciarelli e via Dolci, su 3.991 appartamenti che fanno parte dei Sap (quella che era l’”Edilizia residenziale pubblica” ora è “Servizi abitativi pubblici”) 785 sono occupati abusivamente. Una situazione, quella di una zona tra le più popolose della città, che tra illegalità, case sfitte (101 immobili) e in manutenzione (572) scatta la fotografia simbolo dei nodi che strozzano i quartieri popolari milanesi.”

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