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Gatti bruciati vivi dalle baby gang nel quartiere multietnico

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Gli Animalisti volontari di Pescara sono stati ricevuti questa mattina dal questore Luigi Liguori. Al centro dell’incontro, le aggressioni alle referenti di colonia felina e i maltrattamenti e le uccisioni di animali “che ultimamente a Pescara sono sempre più frequenti”, evidenziano i volontari, a cominciare dai fatti di Fontanelle, con alcuni gatti che nelle scorse settimane sono stati bruciati vivi destando l’indignazione di tutta la città.

Il quartiere è noto per lo spaccio degli africani.

“Dopo la fiaccolata che abbiamo organizzato a Fontanelle, le forze dell’ordine passano molto spesso in via Caduti per Servizio e anche nelle altre aree “particolari” di Pescara – fanno sapere gli animalisti volontari – Il questore ci ha assicurato che interverranno per tutte le richieste di aiuto anche delle referenti di colonia felina. Ci ha spiegato i limiti della legislazione italiana e che, purtroppo, senza denunce (anche in caso di intervento delle volanti) i colpevoli restano impuniti. Le denunce sono fondamentali anche per evitare che i filmati delle telecamere vengano sovrascritti, perdendo per sempre la possibilità di dimostrare chi è il colpevole”.

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Dunque Liguori ha esortato i presenti a denunciare perché altrimenti le istituzioni possono, purtroppo, ben poco. “Conosciamo le ragioni che troppo spesso portano a non denunciare – aggiungono gli aninalisti – ma invitiamo tutti a riflettere sull’escalation di violenze che questo comporta. Un’ultima riflessione la vorremmo fare sulle cause che hanno portato Pescara da città all’avanguardia sul benessere animale a città in cui si avvelenano intere colonie feline, mentre altre vengono sterminate a colpi di punteruolo/cacciavite/fiocina, in cui si dà fuoco ai gatti, in cui vengono lanciati i pitbull contro le referenti di colonia felina che quasi quotidianamente riferiscono episodi di aggressioni verbali, e in qualche caso anche fisica, in cui anche i proprietari di cani vengono spesso aggrediti e additati come causa della sporcizia dilagante e poi si trovano esche avvelenate sotto casa”.

Secondo gli Animalisti Volontari dovrebbe essere il Comune a sporgere denuncia.

La notizia dei gatti che sono stati bruciati vivi a Fontanelle da una baby gang ha travalicato i confini regionali per arrivare fino agli esponenti politici nazionali. È il caso del segretario della Lega, Matteo Salvini, ha voluto dire la sua sulla questione. Sulla pagina Facebook ufficiale del leader del Carroccio, infatti, si legge un breve post che, riferendosi alla taglia di 3.000 euro stabilita per trovare i responsabili di questo gesto così atroce, riporta quanto segue: “Questi non sono “ragazzi”, questi sono delinquenti! E come tali vanno puniti”.

Vanno rimandati a casa, senza paracadute.




6 pensieri su “Gatti bruciati vivi dalle baby gang nel quartiere multietnico”

  1. Sono sempre del parere che, questi atti di ‘micro’ criminalità, possano essere combattuti efficacemente solo dal popolo organizzato in ronde armate. Non ci sono pattuglie o telecamere che tengano.
    Il crimine, soprattutto quello violento, va impedito per quanto possibile, non perseguito dopo che si è verificato. E quando questo accade, i fautori non devono sentirsi sicuro e arroganti, ma intimoriti che la vendetta, o giustizia, chiamatela come volete, ricada molto presto sul loro capo. Forse spaccandolo come un melone marcio.

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