Arrivato col barcone stupra donne grazie ai magistrati

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Nonostante due violenze sessuali i giudici di Roma lo avevano lasciato libero di rifarlo. E lui l’ha rifatto. Loro non pagheranno.

Stavolta sembra avere incontrato un magistrato serio.

Resta in carcere, il 28enne siriano che intorno alle cinque di domenica scorsa, nei pressi della stazione di Santa Maria Novella, ha concretamente tentato di violentare una 33enne uscita da un locale della zona. Violenza che non si è consumata soltanto grazie all’intervento di alcuni passanti e di un vigilante che lavora in stazione.

Il gip, Gianluca Mancuso, ha convalidato il suo arresto e accolto l’istanza del pm, Beatrice Giunti, disponendo una misura di custodia cautelare in carcere per il siriano. Che, assistito dagli avvocati Elisa Marino e Samuele Zucchini, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Nella decisione del giudice pesano, oltre alla gravità dell’episodio, anche i clamorosi precedenti fotocopia e dunque il rischio di reiterazione del reato: due aggressioni identiche, in danno di donne, avvenute nel 2015 e nel 2018 a Roma. Episodi per i quali il siriano aveva ricevuto condanne definitive, ma molto blande. E soprattutto, niente gli impediva di cambiare città ed essere libero di poter “colpire” ancora.

Secondo quanto è stato ricostruito, l’immigrato si è da poco trasferito a Firenze dalla Capitale. Qui ha trovato un lavoro in un kebab, non ha un domicilio stabile e si appoggia presso un conoscente.

Le indagini dei carabinieri, delegate alla compagnia di Firenze guidata dal maggiore Piccione, stanno mettendo in rilievo ogni aspetto del tentato stupro, anche il più truce.

La donna, residente a Roma (ma non è emersa nessuna conoscenza tra i due), in città per passare il week end, è stata infatti “agganciata” vicino al “Burger King“, lato via Valfonda, dove si trovava in compagnia di un amico dopo la discoteca.

L’abito estivo indossato dalla 33enne ha facilitato il compito del presunto violentatore, che dopo aver vinto i tentativi di resistenza della donna e dell’amico, era riuscito a scoprirle il seno e toccarla nelle parti intime. Poi, seminudo anche lui, con i pantaloni abbassati, ha provato pure a riacciuffarla mentre lei tentava di allontanarsi, fino al provvidenziale intervento dei presenti. La scena sarebbe stata filmata dalle telecamere di sicurezza. Che finiranno agli atti dell’indagine.

La difesa del siriano sta valutando se opporsi alla misura con un ricorso al tribunale della libertà.




Un pensiero su “Arrivato col barcone stupra donne grazie ai magistrati”

  1. Ma quale libertà? Da quando si vuole lo stato laico, zero disciplina e zero autorità questo è il risultato. Altro che “ius sole di vario genere” , qui ci vuole una massiccia espulsione di tutti i criminali irregolari e quelli regolari in galera. Ci siamo “rotti in bocca” cioè stancati.

I commenti sono chiusi.