Ecco il vero piano del Pd per avere 3 milioni di nuovi elettori nel 2023

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Retrottiva:

Lo ius scholae non è solo uno ius soli mascherato, ma anche il mezzo attraverso cui dare la cittadinanza quasi istantaneamente a milioni di immigrati.

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Hanno fretta.

Ius Scholae è il nuovo nome che il Pd ha dato allo ius soli. E il partito del ribaltone, al governo per la quinta volta in pochi anni senza voto popolare. Per dare la cittadinanza a centinaia di migliaia di immigrati. A milioni.

Altro non sarebbe, infatti, che il cavallo di Troia per estendere poi la cittadinanza a genitori, fratelli e sorelle che non hanno completato nessun percorso scolastico e avere così milioni di nuovi italiani, facendo diventare italiani milioni di immigrati che di restare qui (come dimostrano le loro rimesse verso i Paesi di origine) non ci pensano minimamente e sono qui di transito solo per qualche anno.

Una mossa che riveste una semplice finalità sotto gli occhi di tutti: avere milioni di nuovi elettori per il Pd, che alle urne non può più sperare nel voto degli italiani, tranne una minoranza, decrescente che è a cavallo del venti per cento. La metà dei soli partiti sovranisti italiani.

Del resto l’unica differenza, tra chi la ha la cittadinanza e chi non ha la ha, in termini di diritti è solo il voto, il diritto elettorale attivo e passivo, per il resto non cambia nulla.

Vogliono rendere italiani, con un colpo di penna e con il voto di un Parlamento che rappresenta una minoranza di invasati, 800mila figli di immigrati. I futuri persecutori dei vostri figli.

Il piano è ambizioso e criminale: dare la cittadinanza a qualche centinaio di migliaia di figli di immigrati in tempo per le prossime elezioni. Anche se fino a pochi mesi fa speravano di farlo prima di quelle che dovrebbero esserci ad inizio 2023.

Praticamente tutti i terroristi islamici, a parte quelli arrivati sui barconi come ‘profughi’, erano figli di immigrati nati e cresciuti in Paesi europei. E tutti con cittadinanza.

L’obiettivo dovrebbe limitare al massimo l’ingresso di figli di immigrati, abrogando i ricongiungimenti familiari, e l’acquisizione della cittadinanza, come Salvini aveva iniziato a fare dimezzandole in 14 mesi. Invece, questi vogliono fare il contrario. Sono criminali. Nemici.

ISTAT: è sostituzione etnica, in 10 anni + 2milioni immigrati e – 500mila italiani

Ma il piano a medio termine è ancora più ambizioso. E’ demografico e non politico: rendere ‘italiani’ almeno 3 milioni di immigrati.

Che è sicuramente una proiezione ottimista, che tiene conto di 1,6 milioni di genitori e di meno di 1 fratello/sorella per nuovo ‘italiano’. Questo perché, si suppone, negli 800mila già sarebbero inclusi diversi fratelli’. Ovviamente, in pochi anni questa cifra salirebbe fino a coprire tutti gli oltre 5 milioni di immigrati residenti in Italia.

Quindi Pd-M5s vogliono allevare una nuova base elettorale per fare uno di quei lavori che gli italiani non vogliono più fare: votarli.




5 pensieri su “Ecco il vero piano del Pd per avere 3 milioni di nuovi elettori nel 2023”

  1. Ma vedete che già con la legge attuale del ’92 fatta dal tangentaro Martelli, lo straniero regolare che ha superato i 10 anni di residenza, può richiedere ed ottenere la cittadinanza italiana. E una volta ottenuta, con il criterio dello ius sanguinis, la trasmette anche al coniuge e ai figli.

    1. Per dire che al danno già prodotto nell’arco di 30 anni, con oltre 1,5 milioni di italiani solo sulla carta, se ne aggiungerebbe un altro.

    2. Ricordo che anche allora, nel 1992, ci furono molte polemiche per la cosiddetta ‘legge Martelli’, che sembrava fatta apposta per gli immigrati, allora relativamente pochi, anche se c’era già stata l’invasione albanese se ricordo bene.
      Oggi è divenuta, per le sinistre una legge retrograda e ‘nata vecchia’, per le destre un baluardo da difendere.
      Questo mi porta a pensare che il pensiero progressista sia comunque vincente, e lo vediamo.
      Infatti, le stronzate che loro dicono e propongono e infine riescono a fare, finiscono per mettere radici, e dopo pochi decenni, pur di non finire ancora più in una pozza di palta, le destre si mettono a difendere quei provvedimenti.
      Qualcosa di simile è capitato anche alla 194, irricevibile all’inizio, poi difesa, di fronte ad attacchi per andare sempre ‘oltre’, come giusto equilibrio.
      Io dico che così non si va da nessuna parte, e se ci mettiamo a difendere ciò che costoro fanno, pur di non trovarci messi peggio, il messaggio, conscio o inconscio che infine viene recepito dalle masse, è che, tutto sommato, hanno ragione loro, sono dalla parte ‘giusta’ della storia, e li stiamo solo rallentando con battaglie di retroguardia.
      Invece bisogna cambiare totalmente prospettiva e passare al contrattacco dicendo che non solo loro sbagliano, ma anche in passato, le leggi che sono tali a causa loro, sono il male, e bisogna tornare a tempi più sani.
      Non mi riferisco solo e tanto ai temi ‘etici’, che mi toccano poco, ma al sentimento nazionale, che si risolve ormai nelle società occidentali alle partite di calcio. Invece bisogna ricordare ogni santo giorno agli italiani quale onore e tradizioni pesino sulle loro spalle, e quale immancabile destino non può che attendere la nazione italiana, un destino possibile, tuttavia, solo se il popolo non perde se stesso seguendo pifferai di varia estrazione, che barattano due spicci nell’immediato, con il disastro nel futuro. Basterebbe ricordare cosa toccò agli italici nell’impero romano, un impero che avevano costruito loro, e che divenne la loro prigione.

      1. È esattamente così Marte Ultore. Un vero partito conservatore non è per mantenere la legge attuale sulla cittadinanza, ma per ripristinare lo ius sanguinis integrale. Così come non è per la difesa della 194, ma per la sua cancellazione.

        Il progressismo ha vinto, purtroppo. E le “destre” ne sono infette al pari delle sinistre. Risultato di ciò che avvenne nel ’68 e nel ’77. Due emerite sciagure.

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