Boss nigeriani arrivati col barcone stuprano le figlie degli italiani – VIDEO

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Stuprata nella casa dello spaccio, dentro le camere dell’orrore.

Andava a rifornirsi di eroina dal pusher, la assumeva aspirandone i vapori in una appartamento occupato da nigeriani e poi veniva stuprata dal 36enne ‘boss’ del gruppo che oltre a incassare il prezzo della droga, approfittava del suo stato di stordimento. Un loop infernale da cui una 22enne di Ancona, vita apparentemente normale, un lavoro regolare, non riusciva più a uscire da tre mesi in cui gli abusi si sarebbero verificati almeno 15 volte. Una situazione interrotta dagli agenti della Squadra Mobile che hanno arrestato Adetifa Adejoju Isaac, 36 anni, irregolare, che respinge le accuse.

Solo l’esperienza delle poliziotte della Sezione crimini di genere ha permesso di far breccia nel silenzio della giovane che, hanno riferito, nel suo stato di dipendenza dalla droga non era consapevole di essere vittima di violenze e continuava a recarsi nella casa di via Giovanni Battista Pergolesi dov’è stata trovata, durante un’irruzione dei poliziotti, ancora stordita dall’uso di droga della sera prima.

Una storia, ovviamente poco nota, del 2019, i cui particolari ricordano, drammaticamente, quella di Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta in uno stabile occupato dopo essere stata stuprata a morte. E di Pamela:

Il Pd e le Ong hanno inondato l’Italia di spacciatori nigeriani. Diffusi in modo capillare sul territorio. E troppe ragazze e ragazzi fragili finiscono nelle loro grinfie.

La droga uccide. La politica di Boldrini, Renzi e Gentiloni continua ad uccidere. Con gli spacciatori nigeriani urge il metodo Duterte.

Intanto Traini è stato condannato per strage, senza avere ucciso nessuno, mentre i nigeriani continuano a spacciare, stuprare e uccidere.