Africano inventa pestaggio razzista, giudice lo scopre e lui fugge

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La sinistra starnazzò la solita emergenza ‘razzismo’. In realtà l’emergenza sono i crimini degli loro immigrati.

La ricostruzione del pestaggio è stata smontata nel corso del processo. Lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione dei due imputati.

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Rosario Gennaro e Ivan Meli, di 57 e 34 anni, non hanno commesso il fatto. Il verdetto è del tribunale di Palermo presieduto da Fabrizio La Cascia che ha accolto le tesi difensive degli avvocati Elena Gallo e Alessandro Romano.

Nel 2015 un giovane senegalese si presenta al pronto soccorso. Racconta di essere stato massacrato alcuni giorni prima a colpi di spranga. Mentre lo bastonava gli aggressori urlavano “di qua te ne devi andare, pezzo di m… bastardo qua vogliamo solo italiani vattene che ti ammazziamo”.

Il pestaggio a scopo di estorsione sarebbe avvenuto in piazza a Sferracavallo dove il senegalese faceva il venditore ambulante. Ambulante era anche uno dei due imputati, mentre l’altro era un amico intervenuto in suo aiuto per eliminare la concorrenza in maniera brutale.

Udienza dopo udienza, però, è emersa una verità diversa. Alcuni testimoni hanno spiegato di avere assistito a una lite. Nulla di più. I difensori hanno sottolineato le contraddizioni nel racconto della presunta vittima che inizialmente aveva detto di essere stato colpito con una cintura e non con delle spranghe.

Anomalo secondo i legali era pure il fatto che la vittima non si fosse presentata subito in ospedale. Come anomale erano le lesioni guaribili in pochi giorni. Se davvero fosse stato colpito con mazze di ferro e bastoni in legno le conseguenze avrebbero dovuto essere molto più gravi dei sette giorni di prognosi refertati. Insomma si sarebbe trattato di una messinscena e non di un pestaggio.

Il Tribunale avrebbe voluto sentire il senegalese in aula. Niente da fare, è irreperibile. Alla fine i due imputati sono stati assolti.

Comunque sia: ve ne dovete andare.