Zalewski e la scelta di giocare per la Polonia: “Sono nato in Italia ma i miei genitori sono polacchi” 👏🏻

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Nel corso di una lunga e interessante intervista rilasciata a ‘Sportweek’, il laterale classe 2002 della Roma Nicola Zalewski. Nato a Tivoli ma da genitori polacchi, Zalewski ha scelto la nazionale polacca invece di quella italiana.

Ed è giusto così. Non sei il luogo dove nasci o vivi, sei il sangue che ti scorre nelle vene. Un gatto che nasce in un canile non è un cane.

La Nazionale italiana ti ha mai cercato davvero?
“Diciamo che ero venuto a sapere di un interessamento, ma non è mai arrivata una chiamata ufficiale”.

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Qualcuno dice che tu abbia scelto la Polonia perché l’Italia non va al Mondiale
“Non è vero. La nazionale polacca mi ha chiamato sin dall’Under 15. Per rispetto nei loro confronti e della mia famiglia non ho mai avuto dubbi”.

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Giusto così. Come gli italiani nati in Germania. Come Jorginho nato in Brasile.

A proposito di questo, se l’immigrazione è un danno esiziale, l’emigrazione è impoverimento: dicono che l’Italia non abbia attualmente un attacco all’altezza, ma senza l’emigrazione in Sudamerica, oggi avremmo un attacco con Messi, Di Maria e Cavani. Non male.

Ed è anche pensando a questo che tutto il nostro sistema produttivo – e anche le squadre di calcio come fece il Barcellona con Messi – deve andare in Sudamerica ad assumere per quei posti di lavoro che mancano. Non con criminali decreti flussi che importano afroislamici.




3 pensieri su “Zalewski e la scelta di giocare per la Polonia: “Sono nato in Italia ma i miei genitori sono polacchi” 👏🏻”

  1. appunto inoltre come da buon opportunista freghi i soldi in italia, la merda d’ italia non si è qualificata, tu vai a giocare con la polonia, e magari ti vede qualche allenatore che ti vuole e fai più soldi, perche non te ne torni definitivamente dai tuoi concittadini morti di fame^^^^?? come quello che tanto fa il figo in UE ma morto di fame pure lui e’?

    1. Forse hai ragione tu. La Polonia si è qualificata ai Mondiali, mentre l’Italia no. Quindi più che il richiamo delle proprie radici qui c’è di mezzo l’opportunismo.

      E va beh, pazienza. Ma vedete lo ius soli e altre robe connesse, sono conseguenza delle migrazioni di massa. Che non dovrebbero esistere. Le migrazioni, in un mondo normale, sarebbero piccoli spostamenti di individui, che poi per forza di cose, con le generazioni successive dovranno essere assimilati. Invece qui siamo in presenza di un vero e proprio trapianto di interi gruppi etnici la cui identità è forte, e perciò sono inassimilabili.

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