La famiglia islamica citofonata da Salvini al centro di una rete di spacciatori gestita da famiglie islamiche – VIDEO

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I ricongiungimenti familiari sono la più grande minaccia al futuro. Vogliono ripopolare l’Italia di africani.

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Il leader leghista dopo blitz antidroga al quartiere Pilastro: “La sinistra aveva difeso la famigliola, ora padre in carcere, moglie indagata, un figlio ai domiciliari e l’altro irreperibile”

“‘Scusi, lei spaccia?’. Oggi maxi operazione antidroga al Pilastro a Bologna. Coinvolta anche la famiglia a cui avevo citofonato nel 2020 (i genitori erano stati arrestati un anno fa)”. Così Matteo Salvini sui suoi canali social, commentando gli articoli di cronaca sullo spaccio al Pilastro, nella città di Bologna.

“La sinistra – scrive il leader leghista – aveva difeso la famigliola di origini tunisine, accusando il sottoscritto: attualmente il padre è in carcere, la moglie è indagata, un figlio è ai domiciliari e un altro è irreperibile ma destinatario di un’altra misura cautelare. Il tempo è galantuomo”.

Quarantatre indagati e 25 misure cautelari: questi i numeri della maxi operazione anti droga al Pilastro. La polizia, sin dalle prime ore della mattina, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla locale Direzione distrettuale antimafia, ha eseguito le misure restrittive a carico di indagati che risiedono prevalentemente nel quartiere Pilastro del capoluogo emiliano. Tra gli arrestati anche il padre del giovane al quale citofonò il leader leghista Matteo Salvini chiedendo se in quella casa si spacciava. In manette è finito infatti il padre, Fauzi Labidi, indagata invece la madre, mentre uno dei due figli, quello che ricevette la famosa citofonata da Salvini, ha ricevuto l’obbligo di permanenza a casa. Il secondo figlio di Fauzi Labidi risulta latitante.

L’indagine è scattata dopo l’omicidio di Nicola Rinaldi, 28 anni, che nell’agosto 2019 venne accoltellato in via Frati dal vicino di casa Luciano Listrani da cui era andato per riscuotere un debito di spaccio. L’accertamento ha consentito agli investigatori di ricostruire le azioni di un nucleo familiare che, secondo quanto emerso, aveva un ruolo prioritario ed esclusivo nel traffico di sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina e hashish, e che si avvaleva di diversi giovani, anche minorenni, per lo spaccio in strada. Gli accertamenti hanno documentato numerose cessioni di sostanze stupefacenti. I proventi arrivavano a circa 50mila euro al mese solo per la vendita di cocaina.

Più di cento operatori della polizia in campo, fra personale della squadra mobile, equipaggi del reparto prevenzione crimine e della polizia scientifica, unità cinofile, reparto volo e reparto mobile. Salvini: il tempo è galantuomo “Scusi, lei spaccia?”, aveva chiesto Matteo Salvini al citofono di un’appartamento del Pilastro poco prima delle elezioni regionali del 2020. E fu travolto dalle critiche della sinistra.

Ora, dopo questa nuova operazione nel popoloso quartiere multietnico il padre è in carcere, la moglie è indagata, un figlio è ai domiciliari e un altro è irreperibile ma destinatario di un’altra misura cautelare.

Giovanissimi nordafricani, anche minori, arruolati per spacciare coca e hashish

L’indagine che si è sviluppata a seguito di un omicidio verificatosi nell’agosto 2019 presso il quartiere, ha consentito – spiegano gli investigatori – di "acclarare l’esistenza di un nucleo familiare con ruolo prioritario ed esclusivo nel traffico di sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina e hashish, che disponeva di numerosi ragazzi, alcuni dei quali minorenni, dediti allo spaccio in strada".

Oltre 100 uomini in campo

A corroborare la tesi investigativa, ci sono le unmerose le cessioni documentate dagli Agenti  nel corso delle indagini, nell'arco di questo triennio. Sono oltre un centinaio gli operatori della Polizia di Stato impiegati nell'operazione odierna. Sguinzagliato in campo personale della Squadra Mobile, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, Polizia Scientifica, unità cinofile, Reparto Volo e Reparto Mobile. 

L'omicidio dal quale prende avvio la maxi operazione

La vasta operazione tuttora in corso prende il via, come detto, da un omicidio. Il delitto si era consumato nella tarda mattinata del 29 agosto 2019, in via Frati. A perdere la vita un 28enne, Nicola Rinaldi, che si trovava agli arresti domiciliari nella sua residenti al Pilastro. Il giovane uomo era stato accoltellato al termine di una lite scoppiata sul pianerottolo di casa. Due persone erano subito state poste in stato di fermo: un vicino di casa e un parente.

Operazione 'Caterpillar': indagini concentrate su alcuni nuclei famigliari 

L’attività della Polizia, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha preso avvio dalle indagini inizialmente condotte dalla Squadra Mobile a seguito dell’omicidio dell'agosto 2019, il cui particolare contesto nel quale il delitto era maturato aveva portato ad ipotizzare che la chiave di lettura  dovesse essere ricercata nel contesto del consumo e dell’attività di spaccio di droghe. Così hanno spiegato oggi gli investigatori durante una conferenza stampa, aggiungendo: "Gli elementi assunti, integrati poi da una serie di ulteriori accertamenti e riscontri acquisiti nelle settimane successive dai poliziotti della Sezione Antidroga, hanno confermato l’ipotesi di un inquadramento dell’evento omicidiario nelle complesse dinamiche di narcotraffico del quartiere e ci hanno portato a focalizzare le indagini sui componenti di una serie di nuclei famigliari, collegati tra loro".Le indagini, concentrate tra il periodo di settembre-ottobre 2019 (immediatamente successivo alla morte del giovane) sino ai mesi di febbraio-marzo 2020, e condotte varie attività tecniche, hanno permesso di confermare – come spiegano dalla Questura – le ipotesi investigative e accertare l’esistenza di una associazione costituita da molti tra i componenti delle famiglie monitorate, dediti all’approvvigionamento ed alla capillare distribuzione di importanti quantitativi di cocaina e hashish ceduti prevalentemente sulla piazza di spaccio del quartiere Pilastro. Tra le famiglie finite sotto osservazione anche protagonista delle ormai celebre citofonata di Salvini. 

Narcotraffico da 2kg al mese: acquirenti e presunti pusher di giovane età

Le indagini hanno  permesso di ricostruire per il mese di novembre 2019 l’ approvvigionamento da parte di colui che gli investigatori ritengono il vertice dell’associazione -ovvero un cittadino straniero ma residente da tempo in città – di una partita da 2 kg di cocaina presso alcuni fornitori albanesi ed una di 8 kg di hashish acquisita da un connazionale residente nel modenese, nonché provare, per le settimane seguenti, ulteriori importanti approvvigionamenti di partite di cocaina e hashish, a prova di una capacità di distribuzione del narcotico che si attestava a circa 2 kg mensili.

"Le vendita al “dettaglio” dello stupefacente verso una  platea di acquirenti principalmente di giovane età  – spiega la Polizia –  veniva effettuate nelle zone controllate del quartiere Pilastro principalmente ad opera dei componenti più giovani dei nuclei famigliari attinti dalle indagini.
In un contesto così particolare la comprensione delle modalità operative degli indagati è stata dunque possibile grazie al tempestivo avvio di una serie di operazioni di intercettazione “ambientale” sulle loro auto  e all’interno degli edifici utilizzati per la custodia del narcotico, abbinate alla attivazione di una serie di sistemi di videosorveglianza remota sulle pubbliche vie".

Arresti e obbligo di dimora, nella 'retata' della polizia 25 persone

In data 17.05.2022 il Tribunale di Bologna – Ufficio del Giudice per le indagini preliminari (nonché l’omologo ufficio presso il Tribunale per i minorenni in relazione ad un indagato di minore età all’epoca dei fatti), ha accolto le istanze del Procuratore della Repubblica titolare delle indagini, emettendo ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 25 soggetti ed in particolare 14 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 6 di applicazione degli arresti domiciliari, 1 di obbligo di permanenza in abitazione per un soggetto, minore all’epoca dei fatti, e 4 di obbligo di dimora.  

L’operazione è stata svolta stamane dalla Squadra Mobile di Bologna con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Emilia-Romagna Orientale, del locale VII Reparto Mobile e con l’impiego di mezzo aereo del 3° Reparto volo di Bologna. 




2 pensieri su “La famiglia islamica citofonata da Salvini al centro di una rete di spacciatori gestita da famiglie islamiche – VIDEO”

  1. Scusi lei spaccia?-No, ma lo faccio esclusivamente assieme al resto della famiglia.Povera italia come ti hanno ridotto.

  2. Mi dispiace che questo avvenga nella Bologna grassa dotta e rossa. Il sindaco Lepore cosa ne pensa? Anche questo è un arresto fascista? Mi raccomando i bolognesi diano sempre il voto a chi ha il pugno sinistro chiuso. Andate a fare quello che si dice in dialetto, dal significato “plurimo”!

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