Vaiolo scimmie, Pregliasco: ‘Inutile gay si lamentino, per via anale si diffonde di più’

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Invece di starnazzare alla discriminazione, smettetela di mettervelo nel culo. L’Aids in Occidente l’avete diffusa voi, ora volete fare il bis?

La cosa che spiega molto l’attuale società occidentale è che ci si preoccupa più di non turbare i gay che di evitare la diffusione di una epidemia.

Quando si rimarca una casistica di “tutti uomini tranne una donna, ad oggi – sottolinea l’esperto – significa riportare appunto “un dato oggettivo” e da parte delle autorità sanitarie “non è che si può fare altrimenti”. Per Pregliasco va certamente puntualizzato che “il rischio riguarda il contatto sessuale in genere”, in quanto contatto molto stretto per definizione. “Il fatto poi che in una quota di maschi che fanno sesso con maschi ci possa essere una maggiore promiscuità aumenta questo rischio”, aggiunge il medico.

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Sempre attenendosi all'”oggettività” senza voler offrire alcun alibi a “stigma ingiustificabili”, e ricordando che “la trasmissione avviene in modo dimostrato anche attraverso droplets” ossia goccioline emesse attraverso il respiro, Pregliasco osserva che “l’atto sessuale per via anale facilita la possibilità di trasmissione di queste infezioni perché ci sono maggiori probabilità di contatto con il sangue e di lacerazioni. Nel vaiolo delle scimmie – fa notare il virologo – sappiamo che le bolle iniziano dal viso e coinvolgono classicamente il palmo delle mani, a differenza che in altre infezioni, ma interessano anche i genitali. E ovviamente in qualsiasi contatto sessuale queste vescicole possono rompersi più facilmente”.

Consentiteci la volgarità, cari attivisti gay: non è che noi siamo omofobi, qualunque cosa voglia dire, è che voi ve lo mettete nel culo.




9 pensieri su “Vaiolo scimmie, Pregliasco: ‘Inutile gay si lamentino, per via anale si diffonde di più’”

  1. come dichiarato dalle stesse istituzioni di Macerata: è difficile a volte fare il nostro lavoro, se le pressione della politica e dell’atmosfera culturale e mediatica lo impediscono.
    Stessa cosa. Ci possono essere leggi e regolamenti, ma ciò che conta è ‘l’atmosfera’ della loro applicazione (o disapplicazione), ecco perché vincere le elezioni non basta.
    Serve una rivoluzione culturale che parta, non dirò dal basso, perché i poveri non hanno mai contato nulla, a parte la facile demagogia di dire il contrario, ma certamente da certo ceto medio imprenditoriale, culturale, burocratico statale. Se hai quello in mano fai la differenza, anche se non sei al governo, e la sinistra lo sa molto bene, da decenni.

    1. Per raddrizzare l’Italia, il minimo sarebbe una purga staliniana, con epurazioni fatte come le faceva lui. È vero: vincere le elezioni non basta, se lo ‘stato profondo’ rema contro.

      1. Dimenticavo…. i coinvolti, vanno interrogati come si deve per far saltare fuori tutte le connessioni, intrecci e connivenze. Nelle more, messi in un carcere etnico: un po’ di nigeriani, di latinoamericani, di ghanesi, di albanesi. Così, tanto per far gustare loro le delizie dell’integrazione. Di quando in quando, propalare la diceria che ‘i bianchi’ hanno usato due pagine del Corano come carta igienica….

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