Italia sotto attacco islamico: è record di sbarchi, assalto barconi a Sicilia e Sardegna

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Mentre la Nato gioca alla guerra contro una minaccia inesistente, diversi barchini sono stati intercettati dalle motovedette del Reparto operativo aeronavale della cosiddetta Guardia di finanza a largo delle coste della Sardegna e sono stati scortati fino in porto a Sant’Antioco. Complessivamente a bordo dei barchini c’erano 73 invasori. I migranti sono stati affidati a polizia e carabinieri che li hanno trasferito nel centro di prima accoglienza di Monastir.

Nel corso della notte i carabinieri hanno rintracciato prima 12 stranieri che camminavano lungo la statale 195 a Pula. Il barchino utilizzato non è stato recuperato. Poco più tardi sempre i militari dell’Arma hanno rintracciato altri 13 migranti in località “Su Portu”, mentre si allontanavano dalla spiaggia di Chia a Domus de Maria, dove è stato recuperato anche il barchino. Anche questi 25 sono stati accompagnati dai carabinieri fino al centro di prima accoglienza di Monastir.




4 pensieri su “Italia sotto attacco islamico: è record di sbarchi, assalto barconi a Sicilia e Sardegna”

    1. Il Piave mormorava,
      calmo e placido, al passaggio
      dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
      l’esercito marciava
      per raggiunger la frontiera
      per far contro il nemico una barriera…
      Muti passaron quella notte i fanti:
      tacere bisognava, e andare avanti!
      S’udiva intanto dalle amate sponde,
      sommesso e lieve il tripudiar dell’onde.
      Era un presagio dolce e lusinghiero,
      il Piave mormorò:
      «Non passa lo straniero!»
      Ma in una notte trista
      si parlò di un fosco evento,
      e il Piave udiva l’ira e lo sgomento…
      Ahi, quanta gente ha vista
      venir giù, lasciare il tetto,
      poi che il nemico irruppe a Caporetto!
      Profughi ovunque! Dai lontani monti
      Venivan a gremir tutti i suoi ponti!
      S’udiva allor, dalle violate sponde,
      sommesso e triste il mormorio de l’onde:
      come un singhiozzo, in quell’autunno
      nero,
      il Piave mormorò:
      «Ritorna lo straniero!»
      E ritornò il nemico;
      per l’orgoglio e per la fame
      volea sfogare tutte le sue brame…
      Vedeva il piano aprico,
      di lassù: voleva ancora sfamarsi e
      tripudiare come allora…
      «No!», disse il Piave. «No!», dissero i
      fanti,
      «Mai più il nemico faccia un passo
      avanti!»
      Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
      e come i fanti combatteron l’onde…
      Rosso di sangue del nemico altero,
      il Piave comandò:
      «Indietro va’, straniero!»
      Indietreggiò il nemico
      fino a Trieste, fino a Trento…
      E la vittoria sciolse le ali al vento!
      Fu sacro il patto antico:
      tra le schiere, furon visti
      Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti…
      Infranse, alfin, l’italico valore
      le forche e l’armi dell’Impiccatore!
      Sicure l’Alpi… Libere le sponde…
      E tacque il Piave: si placaron l’onde…
      Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
      la Pace non trovò
      né oppressi, né stranieri!

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