Integrazione, violenta italiana con la testa nel bidet

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L’avrebbe violentata almeno tre volte, perseguitata arrivando a fare irruzione all’alba a casa sua passando dalla finestra, picchiata fino a infilarle la testa nel bidet, insultata, oltre ad averle spaccato mezza casa. E tutto perché non accettava la fine della loro storia. Lui è un 25enne originario del Sudamerica, residente a Pesaro, domiciliato in un albergo del lungomare. Finito a processo per violenza sessuale, lesioni, stalking, violazione di domicilio e danneggiamenti, ieri è stato condannato a 7 anni dal Tribunale collegiale, un pena ben più pesante dei 4 anni e 10 mesi chiesti dal pm Silvia Cecchi.

La sua ex, una 22enne pesarese, si è costituita parte civile, con l’avvocato Alessandro Pagnini, è ha ottenuto 7mila euro di risarcimento. Secondo la ricostruzione dell’accusa, le aggressioni sarebbero cominciate quando la relazione, durata tre anni, arriva al capolinea. Lei non ne vuole più sapere. Ma lui non ci sta. E comincia a mettere in atto tutta una serie di violenze che gettano nel terrore la ragazza. Lei lo denuncia per stalking. Ma neppure questo lo ferma. L’episodio clou è quello dell’irruzione a casa della ex. Quel giorno, il 25enne è arrivato all’alba, verso le 6.30, e dopo aver fracassato una finestra è entrato nell’abitazione. La giovane stava dormendo in una camera. Nell’altra, c’era invece un suo amico.

Una volta all’interno, il sudamericano ha cominciato a spaccare tutto e ha preso per i capelli la ragazza, trascinandola in bagno e mettendole la testa nel bidet. Poi è passato all’amico, anche lui poco più che ventenne e si è scagliato contro di lui a calci e botte. Il giovane era riuscito a fatica a uscire dalla casa e a salire in macchina. Il sudamericano lo ha inseguito iniziando a dare botte sulla carrozzeria. Una vicina aveva assistito all’aggressione e chiamato il 112, facendo accorrere i carabinieri. Il 25enne era stato arrestato e poi denunciato per stalking. Ma nel racconto da incubo ci sono quei tre rapporti sessuali a cui è stata costretta, con forza, minaccia, insulti. E ci sono anche le botte, le violenze, le ferite e i segni sul corpo. Per tutto questo ieri la vittima ha intanto avuto giustizia. Ma non è ancora finita. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Carlo Scalpelli impugnerà la decisione davanti alla Corte d’appello.




4 pensieri su “Integrazione, violenta italiana con la testa nel bidet”

  1. La prossima volta allarghi le cosce ad un marocchino o altro,magari rigorosamente nero.Il sostituto provvederà a ficcarle la testa nel cesso,magari sporco.Una sciacquata ed il cesso torna nuovo.

I commenti sono chiusi.