Vaiolo delle Scimmie in Italia, emergenza barconi e gay. Oms: “Non toccateli chi ha la febbre”

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Con migliaia di sbarchi e arrivi con gli aerei è inevitabile la diffusione di virus afroasiatici. Se poi mettiamo questo insieme alla decadenza morale che porta una minoranza iperattiva a rapporti anali plurimi, con il consenso eccitato del sistema, ecco servito l’ennesimo allarme contagio. Poi celebrano la giornata contro la ‘omotransbifobia’, dovrebbero smettere di fare certe cose, invece.

Attualmente, sono stati segnalati casi di vaiolo delle scimmie in Portogallo, Spagna, Regno Unito e Italia, finora maggiormente in giovani maschi che fanno sesso con maschi. L’Ecdc”, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, “ha attivato un sistema di allerta a livello europeo al quale partecipa l’Istituto superiore di sanità. Inoltre, l’Iss ha costituito una task force composta da esperti del settore e ha contattato le reti sentinella dei centri per le infezioni sessualmente trasmesse al fine di monitorare continuamente la situazione nazionale”. Lo sottolinea l’Istituto superiore di sanità in una nota.

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Le raccomandazioni prevedono “di restare a casa a riposo qualora insorga la febbre e di rivolgersi al medico di fiducia in caso di comparsa di vescicole o altre manifestazioni cutanee – proseguono gli esperti dell’Iss – Come prevenzione, è importante evitare il contatto con persone con febbre e valutare con attenzione, prima di ogni contatto personale stretto o contatto sessuale, la presenza di eventuali manifestazioni cutanee inusuali (quali vescicole o altre lesioni) sulla cute del partner. Questo comportamento è utile a prevenire non solo il ‘monkeypox’, ma anche altre infezioni sessualmente trasmesse”.

“Si tratta di un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo, ma che largamente si differenzia dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità – spiega l’Iss – E’ diffuso in particolare tra primati e piccoli roditori, prevalentemente in Africa. L’infezione si trasmette dall’animale all’uomo attraverso la saliva e altri fluidi dell’animale, o il contatto diretto con l’animale. Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi gonfi, stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste. Si può trasmettere da uomo a uomo attraverso ‘droplets’, contatto con fluidi corporei o con le lesioni cutanee”.

E’ possibile che le persone che non sono state vaccinate contro il vaiolo (vaccinazione abolita in Italia nel 1981) “siano a maggior rischio di infezione con il monkeypox per l’assenza di anticorpi che, per la similitudine del virus del vaiolo con il monkeypox, possono essere efficaci a contrastare anche questa virosi”, sottolineano gli specialisti dell’Iss.

Portano dall’Africa il Vaiolo delle Scimmie: è allarme per i barconi

Non è certo un caso che il primo caso ‘italiano’ di vaiolo delle scimmie sia una persona arrivata dalle Canarie: isole degli sbarchi massicci di africani. Tipo Lampedusa.

Tutti questi virus e malattie si diffondono ‘grazie’ alla globalizzazione. C’è una circolazione eccessivamente veloce degli uomini da un punto all’altro del globo: quello che accade è come la ‘febbre del sistema’, un sintomo di una malattia, la globalizzazione.

E’ stato identificato all’ospedale Spallanzani di Roma il primo caso in Italia di vaiolo delle scimmie. Si tratta di un uomo rientrato dopo un soggiorno alle Isole Canarie che si è presentato al pronto soccorso.

Lo Spallanzani spiega che il “quadro clinico è risultato caratteristico e il monkeypox virus è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e dissequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee”. La persona, prosegue l’ospedale, “è attualmente ricoverata in isolamento in discrete condizioni generali” e “sono in corso le indagini epidemiologiche e il tracciamento dei contatti”.

Non è strano siano le Canarie, zona di sbarco massiccio di africani.

Gli omosessuali hanno già diffuso l’Aids in Occidente. Sono stati loro la cinghia di trasmissione con l’Africa. Ora portano il vaiolo delle scimmie, già arrivato in Italia coi barconi:

“Avevo detto che avremmo avuto dei casi in Italia di vaiolo delle scimmie, Spagna e Portogallo sono dietro l’angolo. Ora è un problema europeo e globale, dobbiamo fare molto bene il tracciamento e far sì che si fermi un focolaio che è partito”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. “Una cosa positiva è che chi è vaccinato per il vaiolo dovrebbe essere coperto, ma questa vaccinazione dal 1974 in poi non è stata fatta. Una parte importante della popolazione non ha il vaccino del vaiolo e potrebbe essere scoperta”, avverte.

“Non c’è una cura specifica per il vaiolo, in genere queste forme si autolimitano, hanno una durata e poi si risolvono. I rischi – spiega Bassetti – sono quelli di un’infezione intra-umana, ovvero che ci possa essere trasmissione a più persone se esce da questi cluster che abbiamo avuto soprattutto tra persone omosessuali, e può diventare un problema”.

Non siamo noi ad essere ‘razzisti’ e ‘omofobi’, sono loro ad essere quello che sono.

Immigrazione, il primo caso di Vaiolo delle Scimmie su un barcone in Italia

L’aumento dei casi di vaiolo delle scimmie tra Europa e Usa, specie dopo il primo caso in Italia segnalato dall’Inmi Spallanzani di Roma in un giovane di ritorno dalle Canarie, “ovviamente è qualcosa che ci preoccupa. Al momento però è necessario solo procedere correttamente con segnalazioni tempestive e un’attenzione specifica nei laboratori” allertati sul tema.

Nigeriano sbarca infetto da vaiolo delle scimmie: allerta contagio




Un pensiero su “Vaiolo delle Scimmie in Italia, emergenza barconi e gay. Oms: “Non toccateli chi ha la febbre””

  1. Non so, sembrerebbe quasi, ad essere cattivi, che mescolare i popoli e pigliarlo in culo siano attività malsane e pericolose…

I commenti sono chiusi.