Migranti islamici picchiano a sangue 14enne che non indossa il burqa

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Perché li facciamo entrare in Italia? Perché lasciamo che porti in Italia i loro figli che saranno i carnefici dei nostri?

chiuse le indagini sulla vicenda della 14enne bengalese picchiata e sottoposta a vessazioni e divieti perché si rifiutava di indossare il burqa. I genitori dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia e anche di induzione al matrimonio.

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Ostia, 14 anni, rifiuta il matrimonio combinato. Picchiata perché rifiutava l’educazione islamica imposta dalla famiglia
Sono state chiuse le indagini sulla vicenda della 14enne bengalese picchiata e sottoposta a vessazioni e divieti perché si rifiutava di indossare il burqa.

Migranti picchiano a sangue la figlia 14enne che non indossa il burqa

La ragazza, che adesso ha 15 anni, per lungo tempo sarebbe stata vittima di vessazioni e divieti perché rifiutava l’educazione islamica imposta dalla famiglia e l’utilizzo del velo e del burqa.

L’episodio più grave quello del 13 ottobre dello scorso anno, quando il fratello della giovane avrebbe schiaffeggiato la sorella che si era rifiutata di indossare il burqa che la madre aveva appena comprato.

Dopo quell’episodio di ennesima violenza, la giovane, aveva avuto la forza e il coraggio di recarsi dai carabinieri di Ostia per denunciare i fatti. Nell’informativa dei militari oltre al fratello era stata citata anche la madre che avrebbe aggredito e maltrattato in altre occasioni la 14enne.

A seguito della denuncia la procura dei Minori di Roma ha aperto un’inchiesta e ora, come riportato da Il Messaggero il pubblico ministero Claudia Alberti ha chiuso le indagini sulla vicenda.

I genitori della ragazza dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia e anche induzione al matrimonio.

Secondo il magistrato, la ragazza è stata sottoposta a vessazioni e divieti. Le sarebbe stato imposto di provvedere ai bisogni della famiglia con la minaccia di venire portata in Bangladesh per sposare un connazionale e a portare il burqa.

Sotto inchiesta, alla procura dei minori, c’è anche il fratello della 15enne, accusato di averla schiaffeggiata e di averle controllato in modo ossessivo il cellulare.