Migrante frusta e picchia il figlio handicappato: «Non sai recitare il Corano»

Condividi!

Ora li dovremo mantenere tutti. Cosa li facciamo entrare a fare? A cosa servono se non a riempire le carceri e le file per il reddito di cittadinanza.

Frustato con le fascette stringi cavi e con i cavi di caricabatterie, minacciandolo senza sosta e giustificandosi: «Mia madre mi dava le bastonate e mi lasciava i segni. Il segno sul corpo andava via ma in testa rimaneva e io imparavo, io devo insegnarti l’educazione, non voglio un figlio maleducato».

VERIFICA LA NOTIZIA

Lui è un quarantaseienne di origine senegalese ma residente in un comune della Provincia di Rimini, padre di un ragazzino di poco più di 14 anni che ha maltrattato dal 2012 al 2022. Il ragazzo – seguito dai servizi sociali, vive con la madre ed è rappresentato nel procedimento dall’avvocato Martina Montanari – è disabile al 100% sin dai primi anni di vita, con una diagnosi di piede torto congenito sinistro con ipotrofia artuale e ipocausia percettiva bilaterale. Nella mattina di martedì 17 maggio il padre (difensore Viviana Pellegrini) è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Rimini, come chiesto dal pm della Procura Davide Ercolani dopo la denuncia e dalla Gup e Benedetta Vitolo.

Alla base delle violenze reiterate spesso nel corso degli anni ci sarebbe stata l’insofferenza del quarantaseienne alla fatica che il figlio avrebbe patito per imparare il Corano in lingua araba, che non veniva parlata in casa e che il bambino non comprendeva. Al minimo errore, l’uomo sarebbe stato solito picchiarlo e insultarlo. «Gli altri bimbi sono migliori, tu sei uno stupido, un imbecille, un incapace». La denuncia è stata presentata dai servizi sociali e dalla scuola a cui il ragazzino era iscritto e la Procura, come da prassi, ha proceduto d’ufficio. Il ragazzo si incontra tutt’ora con il genitore, appuntamenti prefissati e vigilati dai servizi sociali stessi. Come sottolineato anche dalla difesa, «il padre del 14enne ha intrapreso un percorso che lo ha portato a comprendere la gravità delle azioni compiute in passato».




Un pensiero su “Migrante frusta e picchia il figlio handicappato: «Non sai recitare il Corano»”

  1. Ovviamente il corano è l’ amore e la pace. Dispiace per le disabilità ma il fatto che il padre continui ad incontrare il figlio, mi stupisce che gli sia concesso. Analogamente se un “cristiano” (ovviamente il cristianesimo non si insegna a frustate, ma con amore ), avesse fatto la stessa cosa, sarebbe emerso sui giornali “il marcio della società patriarcale e cristiana”, invece la cattiveria usata nel caso specifico non è stata minimamente degna di nota. Visto che siamo in Romagna, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la consigliera del comune di Rimini ed ovviamente i musulmani (Im)moderati, ammesso che esistano, muti stanno.

I commenti sono chiusi.