Violenta 18enne per strada, il padre della ragazza lo massacra di botte

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Operaio beve al bar qualche birra di troppo durante una pausa dal lavoro, adocchia la figlia diciottenne del titolare e inizia ad importunarla con apprezzamenti sempre più spinti, tanto da costringere il padre ad allontanarlo. La vicenda, nel centro di Arconate, nell’ovest milanese, per quanto sgradevole, sembra rimanere circoscritta a delle molestie verbali. Non nella mente del 47enne però. Che quando intorno all’una e mezza del pomeriggio vede di nuovo la ragazza – che ha finito il turno – si mette a pedinarla. Lei se ne accorge. Accelera il passo ma non basta.

Il 40enne riesce a raggiungerla, la blocca e la aggredisce, per poi palpeggiarla e baciarla. La ragazza, sotto choc, ha giusto la forza di telefonare al padre: lo supplica di andarla a prendere. Lui corre in macchina e incrocia l’operaio: scende e inizia a picchiarlo senza pietà. Lo fermano alcuni passanti, mentre un’ambulanza porta la figlia all’ospedale. Scena simile a Milano, in piena notte, dove in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, tre ragazze italiane di 19 anni, sono state importunate pesantemente e palpeggiate da un algerino 33enne: per salvarsi sono state costrette a rifugiarsi su un bus.

Ha picchiato un operaio, ubriaco, che aveva molestato sua figlia in due occasioni, prima nel bar in cui lavora la ragazza, poi per strada. L’uomo aveva già bevuto durante una pausa dal lavoro e aveva molestato la figlia diciottenne del titolare del bar il quale, una prima volta, l’aveva allontanato.
La vicenda, accaduta nel centro di Arconate, sembrava fosse finita ma l’operaio di 47 anni nel pomeriggio è ritornato nei pressi del bar e ha cominciato a pedinare la ragazza che stava tornando a casa. L’ha raggiunta e l’ha palpeggiata, cercando anche di baciarla. La ragazza ha subito chiamato il padre che è arrivato in macchina e ha picchiato duramente l’aggressore, fino a quando non è stato fermato da alcuni passanti. L’operaio è stato denunciato dai carabinieri.
Sulla vicenda è intervenuto il Comune di Arconate, che sulla propria pagina Facebook parla di “comportamenti pesantemente inappropriati da parte di un operaio di una ditta appaltatrice del Comune di Arconate. Tali condotte, esposte in una denuncia-querela dalla parte offesa, potrebbero configurare gravi ipotesi di reato”.
“In attesa che la vicenda venga vagliata dalla competente autorità Giudiziaria – aggiunge il Comune -, l’Amministrazione non può che prendere le distanze e censurare una simile condotta, che allo stato risulta del tutto incompatibile con i principi ed i valori del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, ai quali si devono conformare anche i dipendenti delle ditte appaltatrici del Comune”.
“Per tali ragione il Comune, anche a tutela della sua immagine, provvederà alla sospensione dell’appalto dei servizi con l’azienda sopracitata, in attesa di ulteriori valutazioni e determinazioni”.

“Mia figlia è scossa, anche se non ha subito danni fisici è molto provata”. Il padre della barista 18enne molestata venerdì mattina con frasi e apprezzamenti non graditi e sempre più pesanti, è al lavoro nel suo bar di Arconate, in provincia di Milano. “Ho vissuto indirettamente quei primi momenti, poi lo abbiamo mandato via dal locale”, racconta l’uomo: venerdì mattina, infatti, un operaio 47enne entra nel bar, ordina più di una birra e nel frattempo inizia a importunare la barista, figlia del titolare, con commenti pesanti.

Tutto sembrava essere finito lì ma, poche ore dopo le molestie davanti al bancone, intorno all’una e mezza, l’operaio è ancora fuori dal bar, e quando la ragazza esce dal locale perché ha finito il turno e inizia a dirigersi verso casa, lui continua a infastidirla: la giovane accelera il passo ma viene raggiunta, bloccata e aggredita sessualmente, con l’operaio che cerca di baciarla. Lei riesce a telefonare a suo padre, chiede aiuto, gli spiega dove si trova. Il padre corre in auto, incrocia e riconosce il molestatore. E interviene, colpendolo con violenza, fino a quando alcuni passanti non lo fermano.

“Ho cercato di difendere mia figlia”, dice l’uomo. Che giudica “positiva” anche la decisione del comune di Arconate di sospendere la ditta – che lavora in appalto per l’amministrazione comunale – dov’era impiegato l’operaio che si è reso responsabile dell’aggressione. “E’ una cosa positiva, queste aziende dovrebbero prendere più informazioni sul personale che mandano in giro a loro nome – dice il padre della vittima -. Anch’io ho avuto dei dipendenti, ma a me una cosa del genere non è mai capitata. Può succedere, per carità, il titolare non può essere sempre presente, ma questo compartemento del non può essere accettato. Ora pagherà chi deve pagare”.




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