🚨ASSALTO A LAMPEDUSA: SBARCANO 1.000 SCROCCONI, TERREMOTO SULL’ISOLA

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Raffica di sbarchi a Lampedusa. Nel giro di poche ore, dalla notte alla mattina, un continuo flusso di scrocconi. I dati sono allarmanti. Da martedì scorso sono oltre mille i clandestini che sono riusciti a raggiungere l’isola. L’hotspot di contrada Imbriacola è al collasso. Oltre 350 solo oggi.

E la Prefettura di Agrigento, agenzia viaggia degli scafisti, è impegnata nelle operazioni di trasferimento nel resto d’Italia.

Dopo i 174 della notte, altri 70 migranti sono approdati a Lampedusa. La motovedetta della Guardia di finanza li ha intercettati a 12 miglia dalle coste dell’isola. Erano a bordo di un barchino lasciato alla deriva. Salgono così a 244 le persone giunte in poche ore sulla più grande delle Pelagie. Complici le condizioni meteo favorevoli, sono dunque ripresi gli sbarchi, uno dopo l’altro.

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Le motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza fanno la spola dal molo Favaloro. Qui i migranti, una volta sbarcati, ricevono la primissima assistenza. Quelli arrivati nella notte provengono da Tunisia, Siria, Egitto, Bangladesh, Pakistan. Ma anche Guinea, Gambia, Mali, Camerun, Costa d’Avorio, Sierra Leone e Burkina Faso. Tra loro ci sono anche 23 donne e 11 minori.

Ritorniamo a quello che è accaduto nella notte. Venticinque tunisini, tra cui 6 donne e 2 minori sono stati rintracciati a molo Madonnina. Erano appena arrivati a bordo di un barchino di circa 6 metri che è stato sequestrato. Intorno a mezzanotte, invece, una motovedetta della Guardia di finanza ha sbarcato al molo Favaloro 65 persone di diversa nazionalità. Tra queste due minori, rintracciati poco prima a circa 12 miglia dalle coste dell’isola. Altri 36 tunisini, tra cui 2 minori, hanno raggiunto la più grande delle Pelagie qualche ora dopo.

Invasori. Clandestini. Scrocconi.

Il dio dell’isola si ribella:

Terremoto di magnitudo 3.6 oggi alle 12.40 nella zona tra Lampedusa e Linosa. Secondo i dati riportati dall’Ingv la scossa è avvenuta a una profondità di 10 chilometri. “In molte zone di Lampedusa e Linosa abbiamo avvertito chiaramente la scossa – spiega il sindaco Totò Martello -, ma al momento non si registrano danni né problemi per le persone, se non la comprensibile paura da parte di alcuni cittadini”.




4 pensieri su “🚨ASSALTO A LAMPEDUSA: SBARCANO 1.000 SCROCCONI, TERREMOTO SULL’ISOLA”

  1. Gli italiani presi dalla vita dalle distrazioni dal lavoro, non hanno ancora capito che la popolazione Africana è in continua crescita, di conseguenza gli arrivi aumenteranno sempre di più, ma gli italiani si sveglieranno solo quando non sarà più possibile rimediare al problema, perché gli africani saranno troppi e daranno problemi a tutta la popolazione, anche quelli che li vogliono.

    1. Assomigliamo molto ai sudditi del basso impero. Oggi, tuttavia, abbiamo il voto. Le elezioni del 2023 sono l’ultima occasione per salvare l’Italia dalla guerra razziale che dilanierà l’Europa occidentale nei prossimi decenni.

      ”Il popolino, senz’arte né parte, passa la notte nelle bettole oppure dorme sotto quei tendoni che ricoprono gli anfiteatri, che Càtulo per primo, imitando la mollezza dei Campani, fece stendere durante la sua edilità. Oppure con accanimento giocano a dadi e provocano turpi rumori ritirando l’aria nelle strepitanti narici. Infine, e questa è l’attività prediletta, si vede questa gentaglia dalla mattina alla sera, che piova o faccia sole, estenuarsi in dibattiti sui meriti e i demeriti del tale cavallo e del talaltro cocchiere. Ed è incredibile vedere così tanti plebei, invasi da una passione divorante, aspettare solo una corsa di carri. Queste ed altre stupidaggini si fanno a Roma, e nient’altro degno di nota.”
      Ammiano Marcellino, Storie, libro XIV, capitolo 6, paragrafi 25 e 26.

      Potrebbe anche andare assai peggio, potremmo non svegliarci mai, mai più.
      La prima idea che venne in mente agli abitanti di Treviri, all’indomani del saccheggio dei Franchi, fu la ripresa degli spettacoli:
      ”Tu, abitante di Treviri, chiedi dunque dei giochi pubblici? E dove li vuoi celebrare, di grazia? Sui roghi e sulle ceneri? Sulle ossa e sul sangue della popolazione massacrata?
      […]
      Non vedi forse il sangue sparso, i corpi sul suolo, le membra strappate dei cadaveri fatti a pezzi?
      Ovunque è lo spettacolo della città occupata dal nemico, ovunque l’orrore della prigionia, ovunque l’immagine della morte.
      I miseri resti del popolo giacciono sulle tombe dei loro morti e tu chiedi i giochi!
      La città è ancora nera d’incendio e tu pretendi di darle una parvenza di festa!”

      Salviano di Marsiglia, Il governo di Dio, VI, 69 e 89.

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