Svela gli stupri inventati degli Alpini. Letta costringe la coordinatrice PD di Rimini a dimettersi

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Il segretario dem Enrico Letta ha così a cuore la valorizzazione delle donne nel suo partito che ha costretto alle dimissioni una di loro perché non segue l’onda della demonizzazione degli Alpini. Il che vuol dire semplicemente questo: che nel Pd non è consentita alcuna dialettica interna e che le donne sono considerate dirigenti di serie B. Col dovere di seguire la “linea”. Altrimenti perdono il pennacchio.

E’ proprio ciò che è accaduto alla coordinatrice dem delle donne di Rimini Sonia Alvisi, che non ha seguito il polverone secondo cui gli alpini sarebbero tutti stupratori se non di fatto almeno nelle intenzioni. E che è stata punita: ha dovuto dare le dimissioni tenendosi il dito puntato di tutte le democratiche colleghe di partito per le quali lei avrebbe difeso la “cultura dello stupro”. Manca solo la lettera scarlatta, insomma.

Sonia Alvisi aveva fatto un comunicato per dire che si stava esagerando con lo strumentalizzare episodi singoli e diversi tra loro: episodi che vanno dal semplice complimento all’allusione volgare, dal catcalling alle palpatine. Nel Pd non l’hanno presa bene. Dunque Sonia Alvisi ha rilasciato un’intervista alla Stampa ma non ha fatto marcia indietro, anzi. Ha ribadito il suo punto di vista, consapevole anche del fatto che l’adunata delle Penne nere ha rappresentato per Rimini un grosso affare dopo la crisi del turismo conseguente alla pandemia. E a quel punto Letta è diventato furente. Come racconta oggi Maria Teresa Meli sul Corriere. Alvisi è stata costretta alle dimissioni.




Un pensiero su “Svela gli stupri inventati degli Alpini. Letta costringe la coordinatrice PD di Rimini a dimettersi”

  1. Se questa “ribelle”dovesse malauguratamente cambiare partito e ribadire le stesse cosa che ha affermato si muoverebbero la toghe rosse orchestrate dal Pd e finirebbe in carcere.Il Pd non perdona.

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