Branco di spacciatori africani assale poliziotti: “Non osate arrestarci”

Condividi!
VERIFICA LA NOTIZIA

Agenti della Municipale aggrediti da branco di spacciatori in via Cappuccina, a Mestre. il fatto in pieno giorno e proprio a due passi dal Comando dei Vigili || Agenti della polizia locale in borghese aggrediti dagli spacciatori. Una decina si è scagliata in massa contro i rappresentanti della polizia locale. Un vero e proprio branco che per tentare di impedire l’arresto di un altro pusher non ha esitato a prendere a calci, graffi e pugni gli agenti. Il fatto a Mestre ieri pomeriggio, in pieno giorno, davanti al sottopasso del tram di via Cappuccina. Sotto gli occhi di passanti e automobilisti e proprio a poche decine di metri dal comando della polizia locale. Insomma un vero oltraggio, un autentico attacco e sfida alle Istituzioni e alla legalità. Il branco di aggressori spacciatori di origine africana, così come il giovane pusher di cui han tentato di impedirne l’arresto e invece successivamente fermato dopo che a dare manforte agli aggrediti sono giunte altre tre volanti della polizia locale e due della polizia di Stato. Questa mattina l’udienza di convalida del fermo mentre si son perse le tracce del branco di spacciatori immediatamente in fuga con l’arrivo degli altri poliziotti.

Non avevano mai osato così tanto. Che gli spacciatori si scagliassero in massa contro gli agenti per impedire l’arresto di un loro collega, finora, non era mai accaduto. Eppure è quello che è avvenuto ieri pomeriggio, alla luce del sole, davanti al sottopasso del tram di via Cappuccina. Sotto gli occhi di passanti e automobilisti e a poche decine di metri, peraltro, dal comando della polizia locale. Un guanto di sfida vero e proprio alle istituzioni, che riporta indietro l’orologio a quattro anni fa, quando la mala nigeriana imperversava in tutta l’area Piave creando un vero e proprio emporio dell’eroina (gialla) a cielo aperto.

Che da quel 10 luglio 2018, giorno della retata storica con l’operazione San Michele, ne sia passata di acqua sotto i ponti, è dato di fatto. I pusher prima se ne sono andati per un breve periodo, poi sono tornati con una formazione diversa, più eterogenea, più fluida: meno guerre tra etnie, più collaborazione per cercare di mantenere le mani su un mercato che, alla fine, dà da mangiare a tanti. L’episodio di ieri, però, è una prova di forza di chi pensa di essere nuovamente intoccabile. Una declinazione del fenomeno che le forze dell’ordine, ora, non potranno ignorare.

Tutto nasce da un normale controllo del nucleo di Sicurezza urbana. Quando gli agenti vedono quel giovane straniero, africano, incontrare un cliente dopo l’altro a pochi metri dall’imbocco del sottopasso, decidono di entrare in azione. Provano a fermarlo, ma il giovane oppone resistenza. Gli agenti in borghese allora, come da protocollo, iniziano a usare le maniere forti: lo fermano bloccandolo a terra. Il ragazzo, però, continua a dimenarsi. È a quel punto che succede: un gruppo di altri 9, 10 spacciatori, si lancia contro gli agenti. Graffi, colpi, spintoni: tutto per cercare di far fuggire il loro compagno. La pattuglia chiede rinforzi: in pochi secondi arrivano sul posto altre tre volanti della polizia locale e due della polizia di Stato. I pusher, ormai in minoranza, si dileguano. La polizia locale riesce a portar via l’uomo che aveva individuato fin dall’inizio, gli altri però spariscono nel nulla. Alta tensione, ma per fortuna per gli agenti non ci sono state conseguenze gravi: solo qualche contusione e per qualcuno di loro qualche graffio alle braccia e sul collo.

Lo spaccio a Mestre, e nelle vicinanze della stazione, non è certo un fenomeno di oggi. Un fenomeno descritto più volte come «endemico» anche dai vari questori e prefetti: inutile pensare di poterlo eliminare completamente, non c’è riuscita nessuna città e Mestre non farà certo eccezione. L’obiettivo di arginarlo, però, deve essere a portata. E soprattutto impedire che i mercanti di droga possano erigersi al di sopra di leggi e regolamenti vari. Solo una settimana fa, inoltre, sempre in zona via Piave, una donna si era scagliata contro i vigili con una forbice ferendone uno al volto . Anche in quel caso pochi giorni di prognosi, ma due episodi di violenza nel giro di sette giorni sono un segnale di cui è necessario tenere conto.




Lascia un commento