Alpini a Rimini, nessuna denuncia di molestie. La sinistra: “150 segnalazioni di fischi per strada”

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In Paesi civili associazioni che difendono gli stupratori africani di Pamela e poi ‘denunciano’ i fischi per strada dovrebbero finire fuori legge.

“Io ho partecipato a tantissime sfilate, adunate, in Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo, e devo dire che queste denunce mi hanno stupito, perché fino a due anni fa denunce di questo genere, di comportamenti disonorevoli non ve erano mai state, non ho mai sentito niente del genere”. Lo ha detto all’Adnkronos, il generale degli alpini Giorgio Battisti del Comitato Atlantico Italiano, in merito alle denunce raccolte dall’associazione ‘Non una di meno’ durante l’adunata nazionale a Rimini.

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“Nella mia esperienza posso dire di non aver mai visto gli alpini avvicinare le ragazze tanto da arrivare alla molestia sessuale, – ha sottolineato Battisti – ma voglio dire che quando ci sono raduni come questo degli alpini, con centinaia, migliaia di persone, c’è sicuramente qualche maleducato, anzi ce ne sono tanti. E vorrei anche sottolineare che tanti che sono presenti alle nostre adunate non hanno niente a che fare con gli alpini”.

“Aspettiamo e vediamo se queste dichiarazioni, queste denunce all’associazione ‘Non una di meno’ avranno dei riscontri”, ha concluso Battisti.

Si tratta per lo più di episodi — non verificati — di cosiddetto catcalling, fischi per strada, battute goliardiche, mentre qualcuna addirittura denuncia di essere stata palpeggiata. «Mentre tornavo a casa mi hanno fermato e al mio categorico no al loro invito a ballare mi hanno fischiato», racconta una ragazza. «Hanno cercato di abbracciarmi e toccarmi ovunque, mi hanno detto che ero una “bella passerotta giovane”». Da Twitter: «Sono una barista riminese. Un alpino ha mimato un atto sessuale mentre mi giravo per sparecchiare». C’è chi sostiene di essere stata insultata per tutta la giornata. «Le donne e le persone lgbtqia+ — si legge sul sito di Non una di meno — sono state prese d’assalto da orde di maschi imbevuti di machismo militaresco e ‘allegria’, che si é tradotta in catcalling senza freno». E qui torniamo al punto di prima: se le donne riminesi sono state assalite da «orde» di uomini ubriachi, perché nessuna, assolutamente nessuna in quei giorni ha segnalato le violenze alle autorità?

Senza le denunce, va da sé che sia impossibile sapere cosa sia realmente accaduto: cioè, se effettivamente si siano verificati episodi di molestie sessuali gravi, oppure se le segnalazioni siano esagerazioni, frutto di autosuggestione, o un modo nemmeno troppo velato per screditare l’adunata degli Alpini — è nota l’avversione di femministe e progressisti in generale nei confronti delle penne nere; una cosa è sicura, quello spazio su Instagram aperto in modo preventivo giorni prima dell’adunata, dal titolo Alpino molesto, se mi tocchi ti calpesto, avrà sicuramente spinto molte donne a segnalare fatti di gravità prossima allo zero, complice anche l’esagerato battage mediatico generato dalle femministe.

“In base alle verifiche fatte dall’Ana e da verifiche dirette con i vertici della sicurezza pubblica di Rimini, non è stata presentata ad oggi nessuna denuncia rispetto alle presunte molestie lanciate sui social network relativamente all’adunata degli Alpini di Rimini. Non solo, eravamo presenti all’evento in oltre venti parlamentari della Lega e non ci sono giunte nemmeno lontanamente segnalazioni di questo tipo. Nemmeno una. Detto questo è evidente che eventuali comportamenti di violenza e molestia, se ci sono stati, vanno condannati e puniti severamente, ma vanno denunciati nelle sedi opportune. Tutto questo non può in alcun modo gettare un’ombra sul Corpo degli Alpini che rappresenta un fiore all’occhiello per l’intero Paese. Guai a chi tocca gli alpini! Ancor più se chi lo fa è da ascrivere a quella sub-cultura di sinistra che ha cercato sin da subito di sabotare l’Istituzione di una giornata, il 26 gennaio, dedicata alle Penne nere” così in una nota il Dipartimento Difesa della Lega Salvini Premier.

“Per Rimini l’adunata degli Alpini ha rappresentato un evento grandioso dal punto di vista economico e culturale. Un fine settimana di festa che ha dato lustro all’intero Paese e che ha lasciato una città più pulita di come l’ha trovata. Cercare di macchiare la divisa di chi ieri ha lottato per la libertà dell’Italia e che oggi in tempo di Pace è da sempre impegnato sul fronte della solidarietà e dell’impegno civile, è un atto odioso. Le forze dell’ordine, a fronte di denunce formali che ripetiamo non ci sono state, individuino i presunti colpevoli e si faccia chiarezza sulla loro identità e sulla loro eventuale appartenenza al Corpo. E’ chiaro che tra le fila dei 400mila partecipanti all’Adunata ed i 75mila Alpini che hanno sfilato si può nascondere chiunque” conclude la nota.




5 pensieri su “Alpini a Rimini, nessuna denuncia di molestie. La sinistra: “150 segnalazioni di fischi per strada””

  1. Alpini criminali, ben 150 fischi, che vergogna !!! Ergastolo subito, anzi, pena di morte.

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