Generale italiano: “Sciogliere la Nato: è una minaccia alla sicurezza in Europa”

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𝐋𝐞𝐢 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐂𝐚𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐍𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐒𝐮𝐝-𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚, 𝐞 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐟𝐨𝐫𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐞𝐱 𝐉𝐮𝐠𝐨𝐬𝐥𝐚𝐯𝐢𝐚. 𝐍𝐨𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐂𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐊𝐨𝐬𝐨𝐯𝐨 𝐚 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐍𝐚𝐭𝐨. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐝𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐥𝐭𝐚?
R. La Nato nell’attuale configurazione andrebbe sciolta per realizzare una nuova struttura di sicurezza regionale maggiormente legata alle Nazioni Unite piuttosto che a un solo stato membro e più rappresentativa dell’Europa nell’ambito della gestione della sicurezza internazionale. Di fatto la Nato impedisce all’Europa di avere una propria capacità di difesa e sicurezza; da oltre vent’anni non è più un’alleanza difensiva; è diventata una minaccia alla sicurezza in Europa; agli interessi degli alleati antepone quelli degli Stati Uniti e persino quelli degli stati che incitano alla guerra a scapito della sicurezza europea. Ognuna di queste ragioni è giustificata da una palese violazione del trattato atlantico. Quindi se si vuole continuare ad ignorarle sarebbe per lo meno onesto rivedere completamente i termini del trattato. Infatti, l’articolo 1 impegna le parti a rispettare lo statuto delle Nazioni Unite e a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale che pregiudichi la pace e la sicurezza. L’allargamento è stato da subito una controversia internazionale che pregiudicava la sicurezza e la pace. Gli articoli 5 e 6 sulla cosiddetta mutua difesa si riferiscono ai territori dei singoli Stati membri minacciati da attacco armato. E l’Ucraina non è compresa ma stiamo mandando armi e quant’altro. L’articolo 7 stabilisce che il Trattato non pregiudica e non dovrà essere considerato in alcun modo lesivo dei diritti e degli obblighi derivanti dallo statuto alle parti che sono membri delle Nazioni Unite o della responsabilità primaria del Consiglio di Sicurezza per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. La Russia, come la Serbia è parte delle Nazioni Unite e la politica della Nato ne ha leso i diritti, compromettendo la pace e la sicurezza di tutto il mondo. Infine ritengo che i paesi europei della Nato abbiano rinunciato alla pari dignità non tanto per colpa degli Stati Uniti quanto per propria scelta e convenienza. Gli Stati Uniti hanno fatto il loro mestiere e salvaguardato i propri interessi. E tali interessi non sono mai stati coincidenti con quelli europei neppure durante la guerra fredda quando si preparava la guerra calda che si sarebbe svolta in Europa e non negli Usa. E quando era chiaro che gli Stati Uniti non avrebbero mosso un dito per salvare l’Europa se non fossero stati attaccati direttamente, sul loro continente. Nessuno stato europeo ha obiettato alla chiamata alle armi della Nato per azioni che avvenivano al di fuori della propria area di responsabilità e per motivi altrui. Non ha neppure obiettato all’ingresso nella Nato di paesi che non avevano i requisiti ma che portavano un grosso carico d’insicurezza. Siamo stati sleali nei confronti degli Stati Uniti quando non li abbiamo tirati per la giacchetta quando si trattava di imprese senza senso. La lealtà di un amico si vede nella capacità di moderarlo e non in quella di aizzarlo o appoggiarlo passivamente. Ritengo che alla fine dei conti un Nato ristrutturata e rivista converrebbe anche agli americani con o senza la loro partecipazione.

Per la pace nel senso che si raggiunga un accordo definitivo sullo stato della sicurezza ucraina e russa e che vengano ripristinate forme di cooperazione e convivenza, la vedo molto difficile. L’ostacolo principale è rappresentato dal fatto che gli Stati Uniti non vogliono affatto un accordo fra i due paesi. Vogliono l’azzeramento della capacità di aggredire russa che equivale ad eliminare la sua capacità difensiva. Non esistono forze per aggredire e altre per difendersi.

Negativo. L’Unione europea non ha manifestato nessun interesse reale per la situazione ucraina. Si è accodata agli interessi di puro esercizio della potenza della Nato. Siamo al paradosso che l’identità europea ed un minimo di salvaguardia della sicurezza del nostro continente è affidato ai sovranisti. La cosiddetta “vecchia Europa” dei paesi fondatori è ostaggio della “nuova Europa” costituita da tutti paesi dell’Est e del Nord che non vogliono l’Europa, ma una vendetta sulla Russia. Per questo sono coccolati e sostenuti finanziariamente e militarmente dagli Stati Uniti e dalla Nato.

Certamente ed è la più pericolosa. Teoricamente la Nato potrebbe astenersi dal proseguirla perché occorrerebbe l’unanimità e questa non ci sarebbe se anche uno solo paese membro si opponesse. Purtroppo con l’attuale sistema e la pressione degli Stati Uniti nessuno si opporrà. Non è molto importante l’affermazione della sovranità nazionale finché gli Stati Uniti continuano a considerare nemici anche gli alleati che non condividono le loro scelte la Nato sarà sempre unanime nell’obbedire. L’unica salvezza dalla guerra può venire soltanto da un passo indietro degli Stati Uniti o dalla spaccatura della Nato. Non ritengo probabile nessuna delle due anche se è ormai evidente che l’asse bellicista Washington -Londra disturba molti paesi europei. Se qualcosa succederà sarà dopo la guerra ucraina. Ma potrebbe essere troppo tardi.

La Nato in quanto consesso dei paesi membri dell’alleanza non ha obiettivi suoi e tantomeno obiettivi diversi da quelli statunitensi. In quanto Organizzazione burocratica politico-militare ha l’unico interesse a conservare ruoli, prerogative, poltrone e strapuntini. Per questo dal 1991 predica la “coesione interna”. Tutte le operazioni militari da allora condotte hanno avuto come scopo “dichiarato” quello di dimostrare la coesione dell’alleanza. Vincere o perdere, stabilizzare o destabilizzare era ininfluente davanti a questo scopo maximo che di fatto e di diritto era la partecipazione collettiva alle operazioni degli Stati Uniti.