Ronde Sharia in Italia: nordafricani a caccia di cristiani che non digiunano durante Ramadan

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Ronde Sharia a Torino: cristiani pestati da musulmani perché fumano durante Ramadan

Un brutto fatto di cronaca che ha fatto scatenare i commenti della politica. A Torino due uomini di origini egiziane, di 62 e 71 anni, sono stati aggrediti perché stavano fumando per strada durante il Ramadan.

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I due hanno denunciato alla polizia di essere stati insultati e spintonati da un gruppo di nordafricani, che li ha accusati di non rispettare i dettami della religione. “Siamo cristiani copti e non musulmani”, hanno provato a giustificarsi. Il fatto è successo in corso Vercelli, dove sono intervenuti sia la Polizia che i sanitari del 118, che hanno poi accompagnato i due all’ospedale San Giovanni Bosco.

“L’accusa della figlia di uno di loro è chiara: ‘Inaccettabile che qui succeda come in Egitto’. Del resto questo non è il primo episodio del genere e non è ammissibile che in Italia non sia rispettata la libertà religiosa. La Lega denuncia da sempre come sia fondamentale l’integrazione e il rispetto delle regole nel nostro Paese, affinché violenze simili non accadano più”, hanno detto i deputati torinesi della Lega Alessandro Benvenuto ed Elena Maccanti.

“Se confermata, si tratta di una notizia preoccupante: non è accettabile che qualcuno pensi di poter andare in giro a imporre con la violenza o l’intimidazione il proprio credo religioso. È necessario vigilare contro questo modo di intendere la fede”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza, il leghista Fabrizio Ricca.

L’assessore alle Politiche Sociali e Cooperazione internazionale della Regione Piemonte Maurizio Marrone incontrerà Sherif e Nabil Azer, i due cittadini aggrediti a Torino. “L’episodio è preoccupante perché ci dà il polso di quanto le nostre città stiano diventando territori franchi per integralisti islamici che non hanno alcuna intenzione di integrarsi, e anzi aggrediscono coloro che ritengono “non rispettino la legge islamica”. Come Regione Piemonte siamo al fianco dei cristiani perseguitati in Medio Oriente, così come di quelli delle nostre periferie”.

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Sul caso è intervenuta anche la parlamentare di FdI Augusta Montaruli: “Presenterò una interrogazione al Ministro dell’Interno per chiedere conto di questa aggressione gravissima e di quali misure stia ponendo in essere lo Stato per contrastare fenomeni di questo tipo”.

Ricordate la vicenda della coppia aggredita dai musulmani, a Roma, perché osava baciarsi davanti ad una moschea abusiva?

Sono stati aggrediti perché non rispettavano le regole del Ramadan che impone di non fumare durante il periodo di digiuno. «Ma mio padre e mio zio sono cristiani copti, non sono musulmani», spiega la figlia e nipote delle vittime di un’aggressione avvenuta lunedì pomeriggio in corso Vigevano quasi in piazza Crispi. «Non è la prima volta che anche in Italia veniamo aggrediti per il fatto che siamo cristiani», dice la ragazza, 23 anni, nata e cresciuta in Italia.

La sua famiglia vive a Torino da più di 40 anni, il padre ne ha 62 e da sempre è un attivista per promuovere i diritti della minoranza Copta che in Egitto è vittima di discriminazioni. «Mi fa arrabbiare pensare che queste discriminazioni esistano anche qui», racconta.

Lunedì è intervenuta la polizia ma il gruppo di aggressori era ormai fuggito.

Il padre, 62 anni e lo zio, 70 anni erano fermi in piazza. «Stavano aspettando mia madre – racconta la giovane – Mio zio stava fumando una sigaretta e questo gruppo di passaggio, stranieri ma non saprei dire di che nazionalità, ha cominciato a insultare e imprecare. Mio padre allora si è girato e ha chiesto loro se si stessero rivolgendo a lui e a mio zio. Loro hanno risposto di sì, dicendo che non era da buoni musulmani fumare». Quando i due hanno spiegato che la loro fede era un’altra sono stati aggrediti a calci e pugni. Entrambi sono stati medicati al Giovanni Bosco per diverse contusioni. Non conoscono i loro aggressori. «Ma forse quel gruppo di persone aveva già notato i miei famigliari, mio zio vive in zona, mio padre è conosciuto nella comunità per il suo lavoro come attivista. Entrambi indossano croci cristiane abbastanza evidenti».

Il gruppo è scappato soltanto quando uno dei due aggrediti ha detto all’altro di chiamare la polizia. «Abbiamo già avuto dei problemi in passato – racconta la figlia – A me è capitato in centro, ero con le mie amiche, siamo state avvicinate da un uomo con un bambino piccolo che ha iniziato a insultarci chiamandoci impure e dicendo che eravamo vestite come prostitute perché indossavamo abiti occidentali. Era successo sempre nel periodo del Ramadan. Il marito di un’amica di mia madre è stato aggredito perché stava mangiando durante il mese di digiuno che lui ovviamente non rispetta essendo di un’altra religione». Nei prossimi giorni le vittime dell’aggressione sporgeranno denuncia.




2 pensieri su “Ronde Sharia in Italia: nordafricani a caccia di cristiani che non digiunano durante Ramadan”

  1. Prima le ronde islamiche.Poi la N’Tawue.Questo nel paese di merda in cui sono costretto a vivere.E nessuno fa un cazzo.Porcoallah.

  2. Ma dai su “l’islam è la luce l’amore e pace”, peccato che sia una bugia, lo insegna la taqyya.

I commenti sono chiusi.