Boss albanese progettava di uccidere poliziotti: “Italiani figli di puttana”

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Non esistono gli ‘italo-albanesi’.

Si torna a parlare del boss italo-albanese Elvis Demce, riuscito a farsi strada nel mondo del narcotraffico romano ed arrestato lo scorso gennaio in un maxi blitz delle forze dell’ordine. Conosciuto anche come Spartaco, il 36enne era molto vicino a Fabrizio Piscitelli, leader degli Irriducibili noto col nome di Diabolik e ucciso il 7 agosto 2019.

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Capo di un gruppo che mirava alle principali piazze di spaccio di Prenestino, Castelli Romani e Velletri, Demce era venuto a conoscenza del fatto che alcuni agenti stavano conducendo delle indagini sugli affari della sua banda. Da qui la decisione di risalire all’identità dei poliziotti, per spaventarli se non addirittura eliminarli. Questo quanto emerso dai dati in possesso della polizia europea, che lo scorso anno è riuscita ad avere accesso al server Sky Ecc, un sistema di chat crittografata di cui si servivano molte organizzazioni criminali. Fra le comunicazioni di circa 170 mila utenti si trovano infatti anche le telefonate di Demce e dei suoi uomini.

Grazie ai social network, il gruppo era già riuscito a risalire ai volti degli uomini in divisa incaricato di condurre le indagini, mancavano solo gli indirizzi per andarli a cercare a casa. “Se uno sapesse le loro abitazioni. A piazzarci e aspettarli lì? Sotto casa e mandarli a far in c*** a questi figli di p*****a! A terrorizzarli!”, è quanto contenuto in alcune registrazioni in possesso dell’Europol.

Pistole, bombe e mitragliatrici: l’arsenale del boss albanese
Spartaco non aveva solo intenzione di terrorizzare gli agenti. Da quanto emerge dai contenuti analizzati dalla polizia europea e riportato da Repubblica il boss mirava ad individuare il capo degli agenti e ad ucciderlo: “Bisogna ammazzarlo non abbiamo altra scelta”. Elvis Demce, dunque, non voleva eliminare solo i magistrati Francesco e Giuseppe Cascini, ma anche i poliziotti assegnati al suo caso. Riguardo ad un agente aveva addirittura dichiarato: “Se si trova da qualche parte a fargli saltare il cervello”.

Adesso tutti questi dati sono in mano alla magistratura. Fra le intercettazioni più compromettenti si fa riferimento anche a quelle dell’estate 2020, quando Demce e la sua banda trovarono delle cimici all’interno delle loro auto. I criminali sospettavano di un preciso agente di polizia: “Lui da tanto tempo mi sta alle calcagna, proprio da tanto tempo. È proprio un figlio di p*****a. Bisogna stare molto attenti a lui”.

Definitiva la decisione di Demce: “Ma se è quel figlio di p*****a bisogna ammazzarlo non abbiamo altra scelta, a rovinarlo proprio… Una pallottola alla testa, a rovinarlo proprio. Soltanto prepara le moto.. a parlare con i ragazzi, le moto e pronti in azione a rovinare. Perché non c’è altra scelta. Chiunque l’abbia fatto bisogna sparargli, rovinarli proprio”. Il 7 settembre 2020 la banda criminale aveva individuato i poliziotti assegnati al caso: vengono condivise foto e pagine social: “Fratello questi sono gli omosessuali di Via Genova, la squadra di quel figlio di p*****a!”.

Demce e i suoi uomini avevano dunque cercato le abitazioni degli agenti della squadra mobile: “Quello ha 10 case. Non si riesce a beccarlo da nessuna parte. Lui non si fida neanche dei poliziotti”, “Aspetta che gli faccio quest’ ultima trappola. Vedi tu cosa gli faccio! Lo lascio morto per terra in mezzo a Tor Bella con la testa piena di buchi”.

Per fortuna i piani di Spartaco non si sono realizzati. Il boss che voleva prendersi Roma è finito dietro le sbarre a inizio anno per droga, estorsione ed aggravante mafiosa grazie al lavoro dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma e del gruppo Frascati.




Un pensiero su “Boss albanese progettava di uccidere poliziotti: “Italiani figli di puttana””

  1. Mi piace precisare che ha cucinato tutto papi insieme alle sue splendide e fascistissime assistenti. Giusto oggi, con la Migliore che è la punta di diamante della covata a livello di cinismo e intuizione fascio-metafisica neoevoliana, si calcolava che l’età totale delle bimbe è pari all’età di papi.

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