Vuole uccidere italiani ma non può essere espulso: ai domiciliari a casa di mamma Fatima

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Invece di rimandare questa feccia in Nordafrica la mandano in un’altra città italiana dove la presenza delle baby gang di nordafricani è allarmante come in tutto il centro nord. Stato impotente.

L’ex bambino dello scuolabus dirottato da senegalese diventa capo di una baby gang a Cremona

Arresti domiciliari a casa della madre per Walid Rakia, il 20enne arrestato dalla squadra mobile e dalla polizia municipale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per rapina, minacce, estorsione, considerato a capo di una baby gang che per mesi ha imperversato in città. Lo ha deciso il giudice Giulia Soldini, all’esito dell’interrogatorio di garanzia. Richiesta che aveva formalizzato il legale che assiste il giovane, ma che aveva ottenuto parere contrario da parte del pm Julia Maggiore secondo cui i domiciliari a casa della madre che, già in passato si era allontanata dalla città per il rapporto conflittuale con il figlio, non avrebbero potuto dare le adeguate garanzie. Questione che invece il giudice ha evidentemente superato. Così uscito dall’istituto di Sollicciano, Walid osserverà la nuova restrizione a casa della mamma che vive nel nord Italia, a Cremona.

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La decisione dell’allontanamento del ragazzo da Arezzo potrebbe essere finalizzata allo smembramento del gruppo di 10-20 ragazzini, suoi adepti. Componenti – secondo l’accusa – di quella ’famiglia Montana’, sull’onda del film di Martin Scorsese con Al Pacino gangster, che gli dava la spinta alla sopraffazione nei confronti dei minorenni di Arezzo, rapinati e minacciati soprattutto in zona Sant’Agostino: almeno sei episodi da maggio 2021 a febbraio 2022 ma indagini sono in corso anche su ulteriori fattacci. Non solo: la gang è stata capace di accerchiare le pattuglie della polizia intervenute alla scala mobile del parcheggio Pietri nel settembre scorso quando la banda aggredì un ragazzino con un cazzotto e lo minacciò con coltelli e tirapugni. Walid immigrato di seconda generazione, solo, senza mezzi di sostentamento viveva, ospite nel garage di un amico. Nella scelta della misura più dura, l’arresto, avevano pesato i precedenti, anche di gioventù, di cui si era macchiato. Nel 2018, ricorda il giudice, il nucleo della gang si stava formando sui banchi di scuola: Walid ne era già il leader. Allora un compagno bullizzato fu costretto a cambiare scuola e a smettere di frequentare il centro cittadino ma tale fu la sopraffazione che arrivò al tentativo di suicidio. Solo il primo di una lunga lista di atti di bullismo, poi degenerati in rapine, minacce, estorsioni.

“Ciò evidenzia come Rakia non abbia il minimo interesse per l’impatto delle proprie azioni sulla collettività e sul prossimo, come egli non abbia mai dimostrato, un minimo di ripensamento per le proprie azioni”, si leggeva nell’ordinanza di custodia emessa dal gip.




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